telefonia

Banda larga: le regole per le reti di nuova generazione

L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), ha dettato le prime regole per gli operatori, sistemando il tassello conclusivo per una lunga stagione di conflitti tra Telecom Italia e le aziende concorrenti.

Le regole definiscono il volto delle connessioni internet dei prossimi anni, quelle in fibra ottica a 100 Megabit. Secondo lo scenario disegnato dall'Agcom, la banda larghissima in Italia potrà fiorire con un mix di tecnologie: l'Authority ha cercato una difficile mediazione tra due richieste: da una parte, quella di Telecom Italia, che sostiene di poter investire bene nelle nuove reti solo con regole chiare e leggere. Dall'altra, quella degli operatori alternativi, che invece hanno più volte pregato Agcom di imporre a Telecom un certo numero di vincoli. Lo scopo degli alternativi è poter utilizzare in vario modo la rete in fibra ottica che Telecom sta costruendo e così offrire questi servizi a un gran numero di italiani.
Il dilemma per l'Authority era se favorire gli investimenti di Telecom o lo sviluppo della concorrenza nella banda larghissima. L'Agcom sembra aver scelto una via di mezzo: chiede a Telecom, per prima cosa, di presentare entro due mesi un'offerta all'ingrosso che i concorrenti possano sfruttare per utilizzare la sua rete e dare i servizi al pubblico. Dovranno esservi incluse varie modalità di accesso alla nuova rete. La prima è l'accesso "end to end":
in sostanza l'operatore potrà comprare da Telecom la parte di rete che gli serve per arrivare fino all'utente con la fibra. Potrà utilizzare i cavidotti di Telecom e la sua cablatura verticale dei palazzi.

(Fonte: repubblica.it)

"Albania chiama Italia": i call center si trasferiscono all’estero

Buona parte delle chiamate che offrono un prodotto o chiedono un'opinione non vengono dal nostro paese. Per i ragazzi, che conoscono l'italiano grazie alla tv è un'opportunità. Ma il risultato è che si perdono posti in Italia. Ecco i risultati dell'inchiesta della rivista "Terre di Mezzo".
Le principali compagnie telefoniche o di indagini statistiche non vogliono farlo sapere, ma ormai buona parte delle chiamate in cui ci offrono un prodotto o ci chiedono un'opinione arriva dall'estero. Dopo calzaturifici e aziende manifatturiere, anche i call center si stanno trasferendo: innanzitutto in Albania, ma anche in Romania, Tunisia e Turchia. Paesi in cui molti giovani parlano italiano, grazie alla nostra Tivù che hanno visto fin da piccoli. A chiamare l'Italia sono soprattutto studentesse universitarie, per le quali il lavoro nei call center è un'opportunità da non perdere: guadagnano da 1,5 ai 2,5 euro all'ora, per un totale che va dai 150 ai 450 euro al mese. Non male visto che lo stipendio medio di un dipendente statale è di circa 200 euro.

Fonte: terre.it

Detenuti fanno i centralinisti al Bambin Gesù

Un gruppo di detenuti del penitenziario romano di Rebibbia è al lavoro da pochi giorni per fornire telefonicamente assistenza in favore dei piccoli pazienti dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù. I detenuti, debitamente formati, sono entrati a far parte dell'organico degli operatori del Centro unico prenotazioni del nosocomio (Cup).
La convenzione, della durata iniziale di un anno e sottoscritta il 18 luglio scorso, ha preso il via con la fase di formazione dei detenuti precedentemente selezionati.
Le lezioni, tenute da personale esperto del Bambino Gesù, hanno coinvolto in totale 11 detenuti, due dei quali con la funzione di supervisori.
Un accordo che da un lato offre ai detenuti selezionati una valida possibilità di reinserimento lavorativo retribuito, dall'altro permette all'Ospedale di implementare uno dei canali di accesso, quello telefonico -che si affianca alle prenotazioni online attraverso il portale www.ospedalebambinogesu.it- , fondamentale per un corretto funzionamento della struttura e per un ulteriore miglioramento in termini di qualità dei servizi erogati.
Ogni anno il Centro Unico di Prenotazione del Bambino Gesù gestisce complessivamente 150 mila contatti e oltre 210 mila prenotazioni a fronte di un milione di prestazioni ambulatoriali erogate.

Fonte: dirittisociali.org

Cellulari: parte l’asta sulle frequenze 4G del futuro

Parte l’asta per le frequenze 4G riservate agli operatori di telefonia mobile.
La gara riguarda le frequenze liberate con il passaggio delle tv locali al dividendo digitale terrestre e quelle girate dal ministero della Difesa, in banda 800, 1800, 2000 e 2600: si tratta di bande preziose, in particolare quella 800, per la trasmissione dati che sta incalzando sempre di più le chiamate vocali tra i cellulari.
Oggi nella seduta pubblica al Dipartimento delle Comunicazioni del ministero dello Sviluppo economico sono state aperte le buste con le prime offerte vincolanti, che ammontano a 2,3 miliardi, ma il bello comincia domani, con la fase dei rilanci che farà automaticamente salire l’incasso per lo Stato.

Se le offerte minime fossero arrivate per tutti i pacchetti l’importo provvisorio sarebbe stato già di 3,1 miliardi, pari alla base d’asta totale. La somma, invece, si è per il momento fermata a 2,3 miliardi: non è lontana, comunque, la soglia di 2,4 miliardi imposta dalla Legge di stabilità come ammontare minimo.

Le offerte sono state presentate da Telecom Italia, Vodafone, Wind e H3g. Per quella 1800 per ora c’è solo un’offerta di Telecom, per la 2000 nessuna offerta e per la 2600 proposte di tutti tranne che di Vodafone.

(Fonte: la stampa.it)

I meriti di Telefono Amico che festeggia i primi cinque anni

Telefono Amico Italia celebra i primi cinque anni di attivazione del Numero Unico Nazionale. Dal mese di luglio del 2006 Telefono Amico Italia, in collaborazione con i Centri soci, ha costituito la rete a Numero Unico Nazionale (199.284.284), attiva tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 24. Grazie al Numero Unico Nazionale l’associazione ha incrementato il numero di chiamate ricevute da parte di persone in situazione di disagio, garantendo una maggior copertura oraria del servizio e snellendo i tempi di risposta.
Con 21 centri sparsi sul territorio Nazionale, più di 700 volontari impegnati per 365 giorni all’anno dalle 10 alle 24, per un totale di 19mila ore di ascolto distribuite nei dodici mesi e più di 100.000 contatti telefonici annui, Telefono Amico Italia è un’organizzazione di volontariato che dal 1967 offre un servizio di ascolto a chiunque provi solitudine, angoscia, tristezza, sconforto, rabbia e disagio: tutti sentimenti che se non risolti potrebbero portare a gravi crisi e talvolta anche ad atti estremi.
“Noi volontari di Telefono Amico Italia ci impegniamo ogni giorno perché crediamo che tutte le persone in difficoltà e non, abbiano la possibilità di trovare nel confronto con l’altro gli stimoli giusti per rinforzare il “benessere emozionale” e la capacità di relazione – dichiara Dario Briccola, Presidente di Telefono Amico Italia -. Insomma ci piacerebbe paradossalmente che non ci fosse più bisogno del nostro servizio, perché vorrebbe dire vivere in un mondo più felice dove cultura dell’ascolto, relazione d’aiuto ed empatia non rimangano chiusi nel cassetto di ognuno, ma diventino patrimonio di tutti”.

Fonte: www.unita.it

Il campanello che allontana i ladri

Il sistema, chiamato Smart Bell, è piaciuto così tanto alle aziende a cui è stato proposto che la Commtel Innovate (azienda britannica che vende accessori per la telefonia) ne ha già prodotti 20 mila esemplari, che saranno in vendita in Gran Bretagna a 40 sterline l'uno, mentre una seconda società si appresta a comprarne altri 25 mila.
È un campanello come tutti gli altri, almeno dal di fuori, ma all'interno nasconde un chip 3G che se attivato collega il pulsante accanto alla porta al cellulare del padrone di casa. Che potrà rispondere, facendo finta di essere dall'altro lato della porta anche se si trova in ufficio o al parco giochi.
Proprio come un banale interfono, il proprietario parlerà a chi sta suonando e potrà capire chi lo sta cercando. Lo stesso sistema (formato da uno scatolotto con all'interno una sim telefonica) permette anche di mettere in scena (solo audio) momenti di normale vita casalinga, ricreando i cosiddetti «rumori bianchi» di sottofondo: una lavatrice in azione, un'aspirapolvere in movimento per casa. Tra i consigli per l'uso, si legge anche quello di dare informazioni al postino, o al ragazzo che consegna i pacchi, su dove e come lasciare eventuali oggetti in arrivo.

IARC: i cellulari e i dispositivi wireless potrebbero causare il cancro

L'Agenzia internazionale per la ricerca contro i tumori afferma che l'uso dei telefoni cellulari e di altri apparati di comunicazioni wireless "potrebbe causare il cancro negli essere umani". Si tratta di un organismo di consulenza specializzato dell'Organizzazione mondiale della sanità. Il rischio accertato, a parere dell'Agenzia, riguarda in generale i campi elettromagnetici di radiofrequenza. Il team, composto da 31 esperti dell'International agency for research on cancer (Iarc), "ha raggiunto questa conclusione basandosi sull'analisi degli studi epidemiologici effettuati sugli esseri umani", ma anche su test sugli animali.

Telecomunicazioni e diritti dei cittadini/consumatori

Qualcosa dovrebbe cambiare, a livello europeo. Il tutto sotto la supervisione diretta della Commissione europea e dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (Berec), che contribuiranno a creare una maggiore certezza del diritto e aiuteranno gli operatori del settore a crescere in un mercato delle telecomunicazioni "paneuropeo". Si parla per esempio della possibilità di passare da un operatore telefonico all'altro in un solo giorno lavorativo e senza dover cambiare numero. Ma anche di avere informazioni più chiare in merito ai servizi offerti e una migliore protezione dei dati personali. Dal 25 maggio é entrata in vigore l'ultima riforma continentale delle Tlc, che innalza il livello dei diritti - e dunque dei servizi - nella telefonia fissa, mobile e su Internet. Ma quasi tutti i Paesi europei non sono ancora in regola. Italia compresa.

Per quel che riguarda la tutela dei consumatori, le nuove norme prevedono che i contratti iniziali di abbonamento abbiano una durata massima di 24 mesi, in modo che i clienti possano passare più facilmente a un altro operatore in presenza di offerte migliori. Inoltre, i contratti telefonici o Internet dovranno contenere informazioni dettagliate relative ai rimborsi e alle compensazioni offerte qualora i livelli minimi di qualità del servizio non siano soddisfatti. Sul fronte della sicurezza online, le nuove norme Ue prevedono poi una maggiore protezione contro la violazione di dati personali e lo spam e l'obbligo di avviso in caso di violazione dei dati personali.

(Fonte: corriere.it)

Conferma autorevole: le onde dei telefoni cellulari possono causare problemi di salute anche gravi

Dopo molti anni di dibattito sui rischi per la salute derivanti dai telefoni cellulari, il rapporto presentato di recente al Dipartimento di Telecomunicazioni dal Prof Girish Kumar del dipartimento IIT di Ingegneria Elettrica di Bombay, che ha svolto approfondite ricerche sulle radiazioni del telefono cellulare e i suoi effetti, mette in guardia contro l'uso eccessivo dei telefoni cellulari perchè espone gli utenti ad un aumento del rischio di cancro, tumore al cervello e di molti altri rischi per la salute. Per i bambini il rischio sembra più accentuato.
I principali rischi per la salute derivanti dalle radiazioni dei telefoni cellulari e dai ripetitori secondo tali ricerche sono i seguenti:
- Un aumento del 400% del rischio di cancro al cervello tra gli adolescenti che usano per i telefoni cellulari. I bambini sono più vulnerabili alle radiazioni dei cellulari. Più piccolo è il bambino, tanto più profonda è la penetrazione della radiazione elettromagnetica perché il cranio dei bambini è più sottile.
- Un eccessivo uso dei telefoni cellulari può provocare il cancro a chiunque. L'uso dei cellulari per più di 30 minuti al giorno per 10 anni aumenta il rischio di cancro al cervello e neuroma acustico.
- La radiazione dei cellulari provoca danni irreversibili alla fertilità maschile. Gli studi hanno scoperto un conteggio inferiore del 30% nel liquido seminale degli utenti che fanno uso intensivo di telefoni cellulari.
- Le frequenze utilizzate dai cellulari possono causare danni al DNA delle cellule del corpo. La radiazione provoca la formazione di 'formazioni di radicali liberi' all'interno delle cellule; tali radicali sono notoriamente cancerogeni.
- Le frequenze dei cellulari interferiscono con il corretto funzionamento di altri dispositivi salvavita, inclusi gli impianti di pace-maker, e possono, quindi, provocare la morte improvvisa.
- L’esposizione ai cellulari può scatenare la risposta allo stress nelle cellule umane e animali e provocare la produzione di proteine da stress. Questa è una prova sufficiente del fatto che l'organismo riconosce la radiazione dei telefoni cellulari come potenzialmente nociva.
- I campi elettromagnetici generati dai telefoni cellulari e dalle cellule dei ripetitori debilita il sistema immunitario e stimola risposte allergiche \ infiammatorie, comprese eruzioni cutanee, piaghe, sensazione di oppressione e lesioni.
- Le persone che utilizzano i telefoni cellulari per più di 30 minuti al giorno per più di quattro anni sono a rischio più elevato di perdita dell'udito. La radiazione dei telefonini può causare tinnito e danneggiare le cellule ciliate presenti nell'orecchio interno. Una volta danneggiate, queste cellule non possono più rigenerarsi.
- L’uso frequente dei telefoni cellulari può danneggiare il sistema visivo in molti modi. Le frequenze dei cellulari (900, 1800 MHz e 2450 MHz), danneggiano le cellule epiteliali e aumentano la temperatura all'interno dell'occhio.
- Le emissioni dei cellulari indeboliscono le ossa e possono causare un deficit dei livelli di melatonina, un antiossidante potenziatore del sistema immunitario.
- Un aumento del rischio di tumore delle ghiandole salivari è legato all'uso dei telefoni cellulari.
- L’esposizione ai campi elettromagnetici può causare disturbi del sonno e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il morbo di Parkinson.
- A causa del rumore elettromagnetico di fondo, le api e gli uccelli diventano disorientati e non possono tornare negli alveari e nei nidi. Ci sono effetti nocivi per animali, piante e l’ambiente.
(Elaborazione da geoprotex.it)

Telefonia mobile: verso una riduzione delle tariffe

Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, ha approvato, nella sua seduta del 5 maggio scorso, una proposta di delibera relativa al mercato della terminazione mobile che verrà ora sottoposta a consultazione pubblica nazionale nonchè al parere della Commissione europea e dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Per quanto riguarda le misure in capo ai quattro operatori (Telecom Italia, Vodafone, Wind ed H3G), si confermano i 4 principali obblighi di accesso ed uso delle risorse di rete, trasparenza, non discriminazione ed, infine, di controllo dei prezzi e contabilità dei costi. In particolare, con riferimento a quest’ultimo obbligo, l’Autorità ha individuato il nuovo percorso di riduzione tariffaria (glide path) che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2012 e che riguarderà il triennio 2012-2015. Per i tre principali operatori le tariffe proposte sono: 4,1 centesimi (di euro al minuto) per il 2012, 2,6 centesimi per il 2013, 1,6 centesimi per il 2014 ed infine 0,98 centesimi per il 2015. Per H3G, ultimo operatore entrato sul mercato, in ragione della tuttora permanente asimmetria nella dotazione di frequenze, l’Autorità considera che per il prossimo biennio sia ancora giustificata una moderata asimmetria tariffaria, rispetto ai concorrenti. Dal 2014, è previsto invece il raggiungimento della piena simmetria tariffaria tra tutti e quattro gli operatori. Con la proposta posta in consultazione, già da gennaio 2012 la tariffa media applicata in Italia si collocherebbe al di sotto della media europea, allineandosi alle decisioni assunte dai paesi più virtuosi dell’Unione. Resta comunque fermo che dal prossimo 1° luglio scatteranno le riduzioni previste dalla precedente analisi di mercato (delibera 667/08/CONS), cioè 5,3 centesimi di euro al minuto per Telecom Italia, Vodafone, Wind, e 6,3 centesimi per H3G.
Fonte: AGCOM

Syndicate content