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Delibera del Consiglio d’Europa fa partire il count-down sull’uso di amalgama dentale!

Dopo Norvegia, Danimarca e Svezia, oggi persino i rappresentanti degli Stati Uniti al Congresso sul mercurio in Giappone (Chiba 2011) hanno supportato il lento ‘phase-out’ relativo al mercurio usato in odontoiatria. Insieme a loro i rappresentanti di 116 nazioni hanno detto si, basta con l’amalgama dentale. Fate quello che dovete fare per non avercela più in giro tra qualche anno.
Quella grossa biblioteca multimediale creata da Mats Hanson sul mercurio ha convinto anche il Consiglio d’Europa, tra un anno sarà pronta la relazione tossicologica necessaria per portare la cosa al Parlamento Europeo, comunque l’ente già da ora invita i Paesi membri ad armonizzare le proprie legislazioni nazionali nella direzione dell’imminente bando del mercurio usato in odontoiatria.
Il Consiglio d’Europa ha approvato un piano per proibire l’uso dell’amalgama dentale. Di solito queste delibere del Consiglio d’Europa riescono ad essere convertite in una legge votata dal Parlamento Europeo entro cinque anni, cui segue il recepimento entro ulteriori tre anni da parte dei singoli governi nazionali.
Il Consiglio d’Europa ha inoltre prodotto una risoluzione intesa a sollecitare i Governi dei Paesi membri ad agire di conseguenza già da ora, invitandoli cioè a creare in questi prossimi anni una fase di transizione decisa ma graduale, con l’introduzione di nuove limitazioni d’uso per categorie a rischio attraverso le legislazioni nazionali.

Fonte: www.medicinenon.it

La soluzione alla crisi: due diverse valute euro

L’economista britannico Hugh ha sempre sostenuto che gli stati europei non avrebbero potuto convivere sotto lo stesso ombrello dell'euro. Ma ora che la crisi del debito sovrano europeo sta facendo traballare i mercati mondiali, spingendo l'euro al ribasso, le sue teorie sono diventate lettura obbligata anche per gli artefici della politica della Casa Bianca. In queste ultime settimane ha pubblicato uno studio approfondito sulla crisi dell'euro e sugli scenari futuri. Compresa la possibilità di abbandonare la moneta unica e introdurre il doppio euro. È troppo presto per dire se ciò che decideranno anche i leader europei alla fine sarà la «cosa giusta», ma almeno adesso sembra esserci una consapevolezza generale che si avvicina un momento cruciale. Tra le opzioni che ora vengono apertamente sostenute e discusse vi è una misura impensabile un anno fa: terminare l'esperimento durato tredici anni di un'Europa con una moneta unica. Perché, sottolinea Hugh, «la crisi attuale è una crisi esistenziale, che, se non verrà risolta rapidamente diventerà una questione di vita o di morte per la moneta unica». Del resto la stessa progettazione iniziale dell'Euro non conteneva «alcun meccanismo di prevenzione o risoluzione delle crisi e nessuna previsione di responsabilità per quando le cose sarebbero andate male». Detto in altri termini, «il progetto conteneva sin dall'inizio tutti i meccanismi per creare i problemi, ma pochi di quelli che sarebbero necessari per risolverli». §L'euro ora si trova a un bivio, e devono essere prese decisioni importanti. Ma quali? Preservare l'Eurozona come è ora? La strada sarebbe percorribile «solo se fosse possibile trasformarla in una piena unione fiscale in cui la politica di bilancio venisse coordinata da una tesoreria centrale, nel modo in cui lo sono i programmi principali tra gli stati negli Stati Uniti. Ma un tale accordo è ora un'impossibilità politica, in quanto le economie europee del centro inevitabilmente rifiutano quella che verrebbe vista come un'unione di trasferimento permanente tra le regioni ad alta crescita ed i loro vicini più poveri». Creare gli Eurobonds? «Da soli non risolverebbero il problema a questo punto, anzi potrebbero anche peggiorare le cose, indebolendo i ratings sovrani del centro». Così, con l'unione fiscale fuori dal tavolo, ci sono tre possibilità. La prima è ancora quella di rimanere più o meno dove siamo ora, mantenendo o anche espandendo il programma di acquisto di bond da parte della Bce. Il fondo di stabilità potrebbe essere aumentato, ma più i numeri cominceranno ad essere specificati nel dettaglio, più i vari partiti saranno lontani dal raggiungere un accordo. La Bce raggiungerebbe così un tetto massimo oltre il quale sarà più che riluttante a continuare ad acquistare, pretendendo soluzioni dai politici. Ma poiché le esigenze combinate di rifinanziamento sovrano di Italia e Spagna tra ora e la fine del 2012 ammontano a un totale di qualcosa come 660 miliardi di euro, raggiungere un accordo politico per ampliare il meccanismo di salvataggio di questa portata appare come un risultato piuttosto improbabile. Così ad un certo punto gli spread sul mercato inizieranno ad ampliarsi, con l'inevitabile risultato che l'unione monetaria sarà spinta verso una fortissima crisi. La seconda possibilità sarebbe quella di sciogliere l'unione del tutto, lasciando che tutti tornino alla propria valuta nazionale. Coordinare lo svolgimento delle passività incrociate tra paesi sarebbe però un incubo visto il livello di incastro nei mercati delle obbligazioni societarie e sovrane, e la scomparsa improvvisa di una delle principali valute di riferimento globale causerebbe il caos nei mercati finanziari. Il dollaro molto probabilmente sarebbe spinto a livelli insostenibilmente alti nella corsa verso la sicurezza. Basta guardare a ciò che sta accadendo con l'oro, il franco svizzero e lo yen giapponese per avere un'idea di quello che accadrebbe. Fortunatamente, sottolinea Hugh, c'è un’altra alternativa: la zona euro potrebbe essere divisa in due, creando due diverse valute euro. La Germania sarebbe il cuore di un gruppo, insieme a Finlandia, Olanda e Austria. Inoltre gli Estoni, anche loro potrebbero essere in corsa. Spagna, Italia e Portogallo naturalmente formano il nucleo del secondo gruppo, con la Slovenia e la Slovacchia come possibili candidati. Alcuni paesi, come Irlanda e Grecia per esempio, potrebbero semplicemente scegliere di uscire. L'incognita principale è cosa farebbe la Francia.

(Fonte:AGI)

Le misure adottate per salvare la Grecia

Ecco quali misure l'Unione Europea ha messo in campo per salvare la Grecia:
1. Il piano per il rilancio
Favorire lo sviluppo e l'occupazione attraverso l'emissione di fondi strutturali europei.
2. L'intervento decisivo di banche e privati
Banche e volontari potranno scambiare i bond greci con titoli a più lunga scadenza, ma a interesse minore (swap) e al termine potranno, se lo vorranno ricomprare i titoli greci.
3. Aiuti dal fondo salva stati
Il fondo europeo salva-stati ha promesso aiuti per 109 miliardi di euro.
4. Il buy back per ricomprare i bond
La Grecia con i fondi europei potrà ricomprare i suoi titoli a un prezzo inferiore a quello originario.
5. Le tutele della BCE
Anche se le agenzie di valutazione (rating) dichiarassero il default (fallimento) della Grecia le banche di Atene potrebbero accedere alle operazioni di liquidità della banca centrale europea

(Fonte: lastampa.it)

L'incubo speculazione sull'Italia

Dopo il venerdì nero in Borsa le istituzioni italiane ed europee guardano con apprensione alla riapertura dei mercati. Gli speculatori hanno preso di mira Piazza Affari e i titoli di Stato. Lo "spread" (differenza tra gli interessi che fa pagare la banca centrale europea e quelli che ciascuno stato deve pagare effettivamente) decennale è volato al nuovo record a un passo dai 250 punti base.

Molto nell’ultimo attacco è parso ricalcare il copione del il crollo improvviso dei listini già visto venerdì 24 giugno, si potrebbe quasi scommettere sul bis dei cauti rialzi visti dopo quell’episodio. La cautela tra gli operatori è però d’obbligo. Questa volta infatti nel mix della speculazione è intervenuta anche una nuova componente, tutta politica. La situazione italiana è resa più delicata dall’incerto clima politico di cui sono espressione gli scontri tra Tremonti e Berlusconi.
Non a caso già venerdì era arrivata la reazione istituzionale con il vertice Berlusconi-Tremonti per rassicurare i mercati e le parole del futuro presidente della Banca centrale europea Mario Draghi sulla solidità delle banche italiane.

L’evoluzione della situazione nella zona dell’euro, e in particolare la crisi della Grecia, saranno al centro della discussione dei ministri delle finanze nell’Eurogruppo di lunedì. La Commissione Ue ribadisce il commento di alcuni giorni fa sulla manovra del governo che giudica positiva e «che - osserva il portavoce - prevede un aggiustamento considerevole», ma è in attesa di conoscere i dettagli delle misure di bilancio e di quelle complementari per un giudizio.

(Fonte: la stampa.it)

Tav: le ragioni liberali del No. Un libro del 2007 spiega perchè la Torino - Lione non conviene

Sulla costruzione dell'alta velocità tra Torino e Lione, il noto economista francese Rémi Prud'Homme nel 2007 ha affermato che "I benefici del progetto sono tali da non compensare neppure i costi di esercizio". Per Prud'Homme, l'ingente spesa per la realizzazione dell'opera (22 miliardi di euro) non solo farà aumentare il debito aggregato di Italia e Francia di 16 miliardi, ma accrescerà il loro deficit per i 40 anni successivi all'apertura della ferrovia.

Partendo da questa affermazione e avvalendosi del contributo di altri economisti, l'articolo sostiene che il progetto della Tav tra Italia e Francia porterà benefici trascurabili e spese eccessivamente ingenti per i bilanci dei due paesi europei.

Migliaia di italiani a Parigi per divorzio lampo

Migliaia di coppie italiane in crisi scelgono la Francia per divorziare. Il perché é facile da spiegare: i costi e i tempi sono ridotti. E' sufficiente avere la residenza. Da 10 anni grazie a regole comunitarie i cittadini europei possono divorziare in qualsiasi paese della Comunità Europea.
In Olanda presto si potrà divorziare in 48 ore al costo di 2.500 euro.
In Italia occorrono almeno 4 anni.

(Fonte: city.it)

Nucleare: anche in Francia si pensa al referendum

In Francia l'associazione Agir pour l'environnement ha lanciato una petizione per chiedere un referendum contro il nucleare che ha già raccolto decine di migliaia di firme. Dopo l'annuncio della Svizzera e della Germania, che recentemente hanno comunicato la data di uscita dal nucleare, e poi la forte presa di posizione italiana, espressa in occasione dei referendum del 12-13 giugno e che ora sembra avere ripercussioni anche su altre popolazioni, la Francia prova la carta del referendum.

L'associazione Agir pour l'environnement si è impegnata a porre la rinuncia all'atomo come tema centrale della prossima campagna elettorale, cercando di portarlo alla ribalta dell'agenda di cittadini, istituzioni e media. Nel frattempo sono state raccolte 26.000 firme.
Anche in Francia, si prende come esempio negativo la tragedia di Fukushima.

Fonte: dirittisociali.org

Tasse europee per finanziare il bilancio 2014-2020 della Ue

Per aumentare le risorse proprie del bilancio 2014-2020 della Comunità Europea, la Commissione europea ha deciso di proporre l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie (la cosiddetta Tobin tax dal nome del premio Nobel per l'economia James Tobin), insieme a una nuova Iva europea. Contemporaneamente, si legge nella nota dell'esecutivo, l'attuale finanziamento derivante da una quota dell'Iva raccolta dagli Stati Ue a livello nazionale sarà abbandonato.
Il bilancio sarà di 1.025 miliardi di euro. Si tratta di «un piccolo budget ma con un grande impatto per i 500 milioni di cittadini europei», si legge nella nota diffusa in serata a Bruxelles. «Stiamo proponendo un budget ambizioso ma al tempo stesso responsabile, una proposta realistica e innovativa, che punta alla crescita e all'occupazione».

(Fonte: ilsole24ore.it)

Italiani: la durata della vita in salute sta diminuendo

Secondo i dati statistici dell'Eurostat gli italiani fino al 2004 erano al primo posto in Europa per durata della vita spesa in salute.
In quattro anni, dal 2004 al 2008 stiamo precipitando. Sopratutto per quel che riguarda le donne. La durata della loro vita in salute é scesa sotto la media europea.
Le aspettative di vita in salute delle donne italiane nel 2004 erano di 70 anni, ora sono di 61. Per gli uomini erano di 68 e ora sono di 62.
Anche le aspettative di vita sana degli uomini sono scese di molto, ma almeno si conservano al di sopra della media europea.
Gli italiani sono sempre al vertice per durata di vita, ma alla gente non importa tanto di vivere più a lungo se questo comporta di vivere malato.

(Fonte: metronews.it)

Grecia: appello all'intesa nazionale per i tagli e rimandato nuovo prestito dell'Fmi

Il primo ministro greco Georges Papandreou ha rivolto un appello ai partiti politici per arrivare a "un'intesa nazionale" che sostenga il suo nuovo esecutivo che dovrà continuare a compiere scelte dolorose ed applicare nuovi tagli nei prossimi cinque anni per evitare il disastro di un default del debito. Il piano di austerity del governo prevede tagli per 28,4 miliardi di euro e dovrà essere varato entro fine giugno per convincere Ue e Fmi a proseguire sulla strada degli aiuti finanziari ad Atene.

Dall'altra parte, quasi la metà dei greci, il 47,5 per cento, è contro le misure che il governo sta definendo per salvare il Paese dalla bancarotta, secondo un sondaggio pubblicato dal giornale To Vima.

Intanto, i ministri delle Finanze dei paesi della zona Euro hanno deciso che solo dopo l'approvazione da parte del Parlamento greco delle nuove misure per il risanamento delle finanze e del piano di privatizzazioni, daranno il via libera alla quinta tranche (da 12 miliardi di euro) del prestito Ue-Fmi per la Grecia.

Fonte: repubblica.it

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