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Le fabbriche del Futuro e le strategie dell'Europa

Fabbriche del Futuro :
7 PQ - PPP-FUTURE FACTORY ROAD MAP

La Comunita Europea Propone un diverso futuro per le PMI nello sviluppo della Societa della Conoscenza , dove i contributi strategicamente intelligenti sia pubblici che privati agiscono collaborativamente per una uscita dalla crisi contemporanea.

In particolare la preoccupazione della Europa mette in evidenza la necessita che le Piccole e Medie Imprese possano attivarsi per adeguarsi alle nuove conoscenze scientifiche e tecnologiche; pertanto la proposta Europea e' quella di sviluppare dei piani strategici di sviluppo tra reti di Enti Pubblici di Ricerca e PMI manifatturiere per dare sviluppo a nuove forme di Produzione denominate Fabbriche del Futuro (1)

Certamente una strategia di sostenibilita per le PMI non e solo dovuta al rinnovamento tecnologico e scientifico, che conduce a risparmio energetico , e a una maggior attenzione ed evitare l' inquinamento ambientale dando maggior efficienza ai sistemi di produzione; infatti la sostenibilita produttiva necessita di essere ristrutturata anche in termini di capacita di favorire l' impiego a giovani laureati e diplomati. (2)

La Fabbrica del Futuro pertanto con e solo una combinazione intelligente di macchine e processi di organizzazione della produzione aziendale che come tali possono essere spostati in altre parti del mondo dove il costo del lavoro e' minore.

Il focus della Iniziativa Europea di costruzione delle "Fabbriche del Futuro" tra Partners tra Pubblico e Privato (FoF-PPP) e quello di sostenere progetti di ricerca collaborativa territoriali sulle tecnologie innovative in modo che consentano di realizzare reti multi-settoriali orientate verso il rinnovo del sistema produttivo delle PMI locali al fine di dare una risposta efficace alla crisi strutturale ed economica contemporanea. (3)

Questa strategia Europea di innovazione del sistema produttivo e' a fondamento della realizzazione della Societa' della Conoscenza , orientata da un sistema di innovazione aperta dei processi produttivi ("OPEN INNOVATION") , che conduce a rinnovare i cicli di vita dei processi basati su relazioni tra ricerca, produzione e servizi tecnologicamente avanzati , (Tecnoreti) perseguendo in questo modo un rinnovato sistema di produzione e sviluppo , capace di rispondere alla attuale fase delle competitivita globale.

La realizzazione effettiva di tale strategia avra' un impatto diretto sulla sostenibilita della industria manifatturiera Europea apportando con il superamento della crisi, benefici economici e sociali tra cui decisivo sara quello di poter mantenere ed ampliare le opportunita di lavoro. (4)

La convinzione della validita' di tali indicazioni della PPP-FUTURE FACTORY ROAD MAP Europea, ci hanno condotto a formulare il Programma di Ricerca e Sviluppo della denominato TUSCANY NANOFACTORY (TNF) , per collaborare ad affrontare la sfida ecomomica e sociale della ristrutturazione produttiva secondo le linee di guida emanate dalla Regione Toscana, facendo particolare attenzione alla realizzazione del Polo per le aplicazioni alla produzione ed al mercato dei nuovi materiali nanotecnologici, al fine di ottenere una produttivita ad elevato valore aggiunto , efficacemente sostenibile, fondata su strategie di reti collaborative tra ricerca ed impresa .(5)

Lo scopo principale della "TNF" e' quello di realizzare una pluriennale tabella di marcia (Road-map in Toscana) per diffondere divulgare e dimostrare come le nano- e bio-scienze e relative tecnologie, possano apportare nel medio e lungo periodo un sistema di "innovazione totale" che indirizzi le PMI e la Ricerca ad avere una nuova visione dei futuro delle produzione sostenibile.

Cio diverra' attuabile mediante una trasformazione evoluta del settore manifatturiero in Toscana, che tenga contro della strategia Europea, la quale collima con lo sviluppo delle societa della conocenza condivisa, dove il complesso delle innovazioni tecnologiche produttive e sociali conduce a ristrutturare in rete un sistema di sinergie di Ricerca e Sviluppo tra Pubblico-Privato .

Biblio on Line :
(1)- http://www.manufuture.org/manufacturing/
(2)- http://www.emiracle.eu/spip.php?article635
(3)- http://www.manufuture.org/manufacturing/wp-content/uploads/FoF_PPP_Roadm...
(4) : http://www.regione.piemonte.it/innovazione/poli-di-innovazione/eventi-e-...
(5)- http://www.edscuola.it/archivio/lre/T-NANO_FACTORY.pdf;

L'Ue a rischio stabilità finanziaria

La Banca centrale europea, nella sua Financial Stability Review, lancia l’allarme; evidenzia come le difficoltà per il programma di consolidamento della Grecia «sono cresciute» rispetto al rapporto dello scorso dicembre. L'Unione europea non è ancora uscita dalla crisi. Il quadro della stabilità finanziaria nell'area euro infatti «è rimasto molto impegnativo» e per il terzo anno consecutivo dopo la crisi del 2008 «i rischi sono ancora prevalenti».
La Grecia è il principale fattore di instabilità. La stretta interconnessione fra i il settore pubblico e le banche, che hanno ampie fette di titoli di Stato periferici in portafoglio, è il rischio principale per la stabilità finanziaria nell'area euro e ha «il potenziale per creare effetti di contagio» spiega ancora la Bce. Per l'Eurotower inoltre le difficoltà per la messa in pratica del risanamento della Grecia sono aumentate rispetto all'ultima Financial Stability Review dello scorso dicembre.

(Fonte: corriere.it)

Giornata storica: la Croazia in Europa

L'Unione europea accoglie un 28esimo membro: la Croazia. che, a pieno diritto, potrebbe entrare nell'Ue dal primo luglio del 2013. Adesso l'adesione di Zagabria dovrà essere confermata dai 27 Paesi. Ad annunciarlo è stato il presidente dell'esecutivo comunitario José Manuel Barroso definendo quella di venerdì 10 giugno «una giornata storica per la Croazia e per l'Unione europea». L'ultimo allargamento dei confini Ue risale al 2007, quando entrarono la Bulgaria e la Romania. L'ok dell'esecutivo comunitario all'ingresso della Croazia è giunto dopo cinque anni abbondanti di negoziati non facili e dovrà ora essere approvato dal Consiglio dei ministri degli Esteri (la prima occasione è fissata per la riunione che si terrà a Lussemburgo il 20 giugno prossimo) e dal vertice europeo del 23-24 giugno.

(Fonte: corriere.it)

Campagna SBLOCCHIAMOLI: Al lavoro con gli enti locali per i beni globali

E' necessario sbloccare l’indifferenza e l’ignoranza degli attori politici nei vari paesi dell’Unione Europea, perchè si attivino affinchè i diritti fondamentali prevalgano sui diritti di proprietà intellettuale: è il messaggio emerso nella conferenza stampa di presentazione della Campagna Sblocchiamoli - cibo, salute e saperi senza brevetti, il 7 giugno a Roma presso la libreria Bibli di Trastevere. Co-finanziata dalla Commissione Europea nell'ambito del progetto "Knowledge, health and food for all", la Campagna è promossa da ong, associazioni e atenei di Italia, Spagna, India, Ecuador e Bolivia.

“La campagna – ha spiegato Monica Di Sisto, responsabile strategia di advocacy della Campagna Sblocchiamoli – tenta di mettere il dito in un problema che riguarda i diritti essenziali delle persone: cibo, salute e saperi devono essere garantiti nel loro accesso”. “La denuncia di cui ci facciamo carico – ha poi aggiunto - è accompagnata in queste ore da due notizie: una buona e una cattiva. La cattiva è che i negoziati tra Ue e India e tra Ue e Paesi in via di sviluppo per brevettare il grande mercato dei farmaci generici stanno andando avanti: il brevetto, in questo caso, non fa altro che sottrarre diritti essenziali alle persone a esclusivo vantaggio del profitto. La buona notizia, invece, è che oggi inizia a Ginevra il Consiglio Trips che è l’organo del Wto (World Trade Organization) che si occupa di proprietà intelletuale. Ovvero una discussione molto ampia sui lacci da mettere alla proprietà intellettuale. Sarà nostra cura stimolare il protagonismo degli Enti locali per una consapevolezza pubblica e universale su quello che sta succedendo”.

Nicoletta Dentico, rappresentante della campagna per il settore salute, ha denunciato che i negoziati relativi all’accordo di libero commercio tra Unione Europea e India contengono una clausola, definita dell’“esclusività dei dati” che, “sigillando i dati relativi alla ricerca clinica indispensabile allo sviluppo dei farmaci per almeno cinque anni, crea un altro livello di protezione monopolistica, oltre a quella brevettuale, che renderà assai difficile la vita delle aziende indiane di farmaci generici. Solo un esempio; la nevirapina in sciroppo per bambini, che non è stato brevettato in India grazie alla nuova legge sui brevetti introdotta nel paese nel 2005, sarebbe ancora bloccata dalla esclusività dei dati se questa fosse stata introdotta”. L’esclusività dei dati non è prevista dall’accordo Trips sulla proprietà intellettuale. “Se consideriamo che l’India, autentica farmacia dei paesi poveri, rifornisce l’80 per cento dei programmi internazionali per l’accesso ai farmaci essenziali – ha spiegato la Dentico - possiamo capire cosa questo significhi”. “L’Unione Europea siamo noi! Dobbiamo sbloccare l’indifferenza e l’ignoranza degli attori politici nei vari paesi dell’unione, affinché si attivino su questa situazione. Si tratta di una schizofrenia inaccettabile: l’Europa è anche il principale donatore di aiuti ai paesi in via di sviluppo”, ha affermato.

Arturo Parolini, presidente di Ricerca e Cooperazione, ong capofila del progetto, ha concluso affermando che i temi di cui si occupa la campagna - la tutela della salute, della sovranità alimentare e della biodiversità - riguardano sia i Paesi del Nord che del Sud del mondo. “La scelta di lavorare assieme agli Enti locali - ha detto Parolini - è stata presa perchè sono più raggiungibili ma soprattutto più vicini ai valori che vogliamo difendere”. Le attività di sensibilizzazione della Campagna Sblocchiamoli, che si articoleranno in eventi in 11 regioni italiane e 3 spagnole, prevedono il coinvolgimento di presidenti di Enti locali e assessori alla Salute e alle Politiche agricole, chiedendo loro di promuovere un’applicazione sostenibile dei diritti di proprietà intellettuale nei propri territori, ma anche di sottoscrivere una dichiarazione di intenti che sarà presentata al Comitato Europeo delle Regioni, oggi presieduto dall’italiana Mercedes Bresso, che è organo consultivo della Commissione Europea.

Info: www.sblocchiamoli.org

Campagna SblocchiamoliI: al lavoro con gli enti locali per i beni globali

“Sbloccare l’indifferenza e l’ignoranza degli attori politici nei vari paesi dell’Unione Europea”: è l’obiettivo della Campagna Sblocchiamoli - cibo, salute e saperi senza brevetti, che intende sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sull’esigenza di proteggere beni globali quali salute, terra e biodiversità, messi a rischio dal rafforzamento della proprietà intellettuale a livello internazionale. La Campagna, che è stata presentata il 7 giugno alla libreria Bibli di Roma, si articolerà in eventi promossi dalle ong, associazioni e atenei partner in 11 regioni italiane e 2 spagnole.

Accesso ai farmaci a basso costo, disponibilità di semi per coltivare liberamente e biodiversità protetta, sono temi di interesse collettivo e quotidiano ma su cui prendono decisioni organizzazioni internazionali poco conosciute e lontane dai cittadini, come il consiglio Trips (Trade Related Intellectual Property rights) della Wto - ovvero l’organo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio che si occupa di proprietà intellettuale. Proprio per sottolineare che le decisioni che vengone prese in questi contesti riguardano direttamente i cittadini, la campagna è stata presentata contemporaneamente allo svolgimento del Consiglio Trips a Ginevra dal 7 al 9 giugno.

“La campagna – ha spiegato Monica Di Sisto, responsabile strategia di advocacy della Campagna Sblocchiamoli – tenta di mettere il dito in un problema che riguarda i diritti essenziali delle persone: cibo, salute e saperi devono essere garantiti nel loro accesso”. “La denuncia di cui ci facciamo carico – ha poi aggiunto - è accompagnata in queste ore da due notizie: una buona e una cattiva. La cattiva è che i negoziati tra Ue e India e tra Ue e Paesi in via di sviluppo per brevettare il grande mercato dei farmaci generici stanno andando avanti: il brevetto, in questo caso, non fa altro che sottrarre diritti essenziali alle persone a esclusivo vantaggio del profitto. La buona notizia, invece, è che oggi inizia a Ginevra il Cosiglio Trips che è l’organo del Wto (World trade organization) che si occupa di proprietà intelletuale. Ovvero una discussione molto ampia sui lacci da mettere alla proprietà intellettuale. Sarà nostra cura stimolare il protagonismo degli Enti locali per una consapevolezza pubblica e universale su quello che sta succedendo”.

Nicoletta Dentico, rappresentante della campagna per il settore salute, ha denunciato che i negoziati relativi all’accordo di libero commercio tra Unione Europea e India contengono una clausola, definita dell’“esclusività dei dati” che, “sigillando i dati relativi alla ricerca clinica indispensabile allo sviluppo dei farmaci per almeno cinque anni, crea un altro livello di protezione monopolistica, oltre a quella brevettuale, che renderà assai difficile la vita delle aziende indiane di farmaci generici. L’esclusività dei dati non è prevista dall’accordo Trips sulla proprietà intellettuale. “Se consideriamo che l’India, autentica farmacia dei paesi poveri, rifornisce l’80 per cento dei programmi internazionali per l’accesso ai farmaci essenziali – ha spiegato la Dentico - possiamo capire cosa questo significhi”.

Arturo Parolini, presidente di Ricerca e Cooperazione, ong capofila del progetto, ha concluso affermando che i temi di cui si occupa la campagna - la tutela della salute, della sovranità alimentare e della biodiversità - riguardano sia i Paesi del Nord che del Sud del mondo. “La scelta di lavorare assieme agli enti locali - ha detto Parolini - è stata presa perchè sono più raggiungibili ma soprattutto più vicini ai valori che vogliamo difendere”.

L’attività di sensibilizzazione della campagna Sblocchiamoli prevede il coinvolgimento di presidenti di enti locali e assessori alla Salute e alle Politiche agricole, chiedendo loro di promuovere un’applicazione sostenibile dei diritti di proprietà intellettuale nei propri territori, ma anche di sottoscrivere una dichiarazione di intenti che sarà presentata al Comitato Europeo delle Regioni, oggi presieduto dall’italiana Mercedes Bresso, che è organo consultivo della Commissione Europea.

La campagna Sblocchiamoli - cibo, salute e saperi senza brevetti è co-finanziata dalla Commissione Europea nell'ambito del progetto "Knowledge, health and food for all" e realizzata da ong, associazioni e atenei di Italia, Spagna, Bolivia, India ed Ecuador.

La campagna di Ocean2012: é urgente una riforma della pesca

Alla vigilia della pubblicazione della proposta di riforma della Politica comune della pesca della Commissione Europea, prevista a luglio, e della Giornata mondiale degli Oceani, l'8 giugno, più di 100 gruppi membri di Ocean12 lanciano la seconda settimana europea della Pesca, da oggi al 12 giugno. E' una vera e propria campagna per la tutela di questo prodotto, così importante per la nostra salute.
Studi scientifici dimostrano che è un alleato prezioso per prevenire l'ictus. E' consigliato nell'alimentazione di adulti e bambini e nelle diete dimagranti. Ma c'è anche chi lo usa come 'elisir' eterna giovinezza. Pesce 'Sì', ma purché sia di qualità.
Trasformare la politica europea per fermare la pesca eccessiva, mettere fine alle pratiche distruttive e conseguire un giusto ed equo utilizzo di stock ittici in buona salute è l'obiettivo di OCEAN 2012.

(Fonte: repubblica.it)

La Germania rinuncia al nucleare: una lezione per l'Italia

Il governo tedesco ha annunciato che entro il 2020 chiuderà tutte le centrali nucleari del paese.
Dopo Fukushima erano già state chiuse le otto centali nucleari più vecchie e ora si viene a sapere che non verranno più riaperte.
La più grande potenza industriale europea dimostra di poter fare a meno del nucleare e rafforza la tendenza già in atto in quel paese: nei piani strategici della Germania entro il 2050 metà dell'energia dovrebbe essere prodotta da fonti rinnovabili.
Questa decisione fa a pugni con la tendenza del governo e di parte del sistema produttivo italiano che vorrebbe invece tornare al nucleare.
Purtroppo alla base di questa tendenza di retroguardia ci sono gli interessi di alcuni centri industriali molto influenti come Eni, Enel, etc.
Purtroppo sul nucleare si fa molta disinformazione: si fa credere al paese che la bolletta elettrica con il nucleare si abbasserà, mentre si nasconde al paese che il nucleare é una delle fonti energetiche più care. Si nasconde al paese che mentre il nucleare vedrà la luce se tutto va bene entro 15-20 anni per avere delle centrali che quando entreranno in azione saranno già obsolete, mentre nel frattempo la ricerca avrà fatto passi avanti notevoli nel rendere le fonti alternative più convenienti e meno invasive.
Questo dimostra come occorra una grande mobilitazione popolare, soprattutto in occasione del referendum nella speranza che non venga cancellato. Sarebbe grave che si cancellasse il referendum abrogando la legge che fa ripartire in Italia il nucleare in modo pretestuoso, solo per evitare il referendum e subito dopo aver scampato il pericolo del referendum, contro la volontà popolare si ripartisse con il nucleare.

Nucleare: dal 2022 sarà bandito in Germania

Dal 2022 la Germania non utilizzerà più l'energia nucleare. L'annuncio arriva dal ministro dell'Ambiente di Berlino: "E' una decisione irreversibile", ha detto Norbert Rottgen dopo una riunione tra i leader della coalizione e la cancelliera Angela Merkel.

La decisione arriva a tre mesi dal disastro nucleare di Fukushima e comporterà scelte importanti dal punto di vista della politica energetiche del paese: attualmente, il 22 per cento del fabbisogno d'energia arriva proprio dal nucleo.

Già da quest'anno saranno necessarie delle alternative: gran parte dei reattori tedeschi sarà disattivato entro quest'anno mentre una prima parte - i reattori costruiti prima del 1980 - erano stati spenti subito dopo il disastro giapponese. Ne rimarranno attivi quindi solo tre che funzioneranno per altri 11 anni al massimo. Il ministro ha spiegato che gli otto reattori dei 17 che non sono collegati alla rete di produzione di energia elettrica non saranno più riattivati.

Fonte: repubblica.it

L'Europa ha dichiarato guerra ai prodotti pericolosi

Ben 2.244 prodotti pericolosi sono stati vietati, ritirati dal mercato o richiamati nel 2010: un aumento del 13% rispetto all'anno precedente. I tessili e l'abbigliamento rappresentano il 32% dei prodotti vietati, seguiti da giocattoli (25%), veicoli a motore (9%), apparecchi elettrici (8%) e articoli per l'infanzia (4%). Secondo la relazione 2010 del Rapex, il sistema di allarme rapido dell'UE a tutela dei consumatori, l'aumento del numero di articoli messi al bando testimonierebbe la crescente efficacia di questo strumento comunitario per il controllo e la repressione della commercializzazione di prodotti pericolosi non alimentari. Al Rapex partecipano tutti i paesi dell'UE più Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Sistemi di allarme specifici, simili al Rapex, disciplinano altri prodotti, come ad esempio alimenti e mangimi, prodotti farmaceutici e dispositivi medici. Anche il numero dei prodotti tessili e di abbigliamento pericolosi é aumentato rispetto al 2009. Questo risultato é in parte riconducibile alla più stretta cooperazione tra nove Paesi riguardo ai controlli di sicurezza su cordoncini e lacci negli indumenti per bambini. Undici paesi hanno inoltre eseguito controlli a campione sui caschi per bambini o per chi pratica sport come sci, snowboard, ciclismo, skateboard, pattinaggio o equitazione.
( Elaborazione da Wel/ Dire 28 Mggio 2011)

Ambiente: pescatori di plastica nel Mediterraneo. Ecco le finalità del progetto Ue

La commissaria Ue alla pesca, Maria Damanki, ha rivelato un progetto pilota secondo cui questo mese nel Mediterraneo pescatori equipaggiati di speciali reti raccoglieranno detriti plastici destinati al riciclo.

Il piano ha diverse finalità. Primo pulire il Mare Nostrum, secondo dare fonti di reddito alternative per ridurre la pressione sugli stock ittici, terzo stemperare la ferma opposizione di molti pescatori all'intenzione di bandire la pratica di scaricare in mare pesce edibile. Le flotte di pescherecci infatti temono grosse perdite di denaro qualora non fosse consentito il rigetto in mare di pesce che al momento non ha mercato.
Questa pratica però ha un disastroso impatto ambientale: in alcune aree due terzi del pescato è ributtato in acqua, solitamente morto, perché rappresenta un carico inutile per i natanti, anche in termini di quote pesca consentite. Circa un milione di tonnellate viene gettato ogni anno solo nel Mare del Nord.

E così i pescatori di plastica saranno inizialmente sussidiati dagli Stati membri, fino a formare un vero e proprio mercato di plastica pescata da riciclare. Sarà un nuovo sbocco economico per le flotte, con cui potranno ammortizzare le perdite dovute al bando allo scarico di pesce a mare.
La Damanaki gode dell'appoggio di diversi Stati chiave, quali Uk, Germania, Francia. Renderà pubblici tutti i suoi propositi in luglio, in occasione del dibattito al Parlamento e al Consiglio Europeo.

Fonte: The Guardian

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