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Il governatore di Bankitalia Draghi al vertice della Banca centrale europea

I ministri europei riuniti a Brussels hanno raggiunto un accordo. All’unanimità designano il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, al vertice della Bce (Banca centrale europea). Draghi gode di una eccellente reputazione internazionale ed europea. Come banchiere centrale, ha dato prova di avere a cuore l'euro, l'unione monetaria, la sua costruzione e la sua integrazione. La designazione sarà formalizzata oggi dall'Ecofin. Poi dovrà passare al vaglio del Parlamento europeo e ricevere il parere preventivo della stessa Bce. Infine, nel consiglio europeo del 24 giugno, avrà l'imprimatur politico dei capi di stato e di governo della Ue.
Per l’Italia è un grande motivo di orgoglio e per il governatore un riconoscimento straordinario.

Biodiversità: la nuova strategia dell’Ue lega l'Ambiente ai fondi per l'Agricoltura

La Commissione europea ha varato una nuova strategia per combattere nei prossimi 10 anni la perdita di biodiversità in Europa, dovuta soprattutto all'inquinamento e all’eccessivo sfruttamento del territorio. Secondo la Commissione "in Europa la biodiversità è a un punto critico, con l'estinzione delle specie che aumenta a ritmi mai registrati prima, circa mille volte il normale". Dal punto di vista economico soltanto la diminuzione dell'impollinazione degli insetti ha un valore di 15 miliardi di euro all'anno nella sola UE. Per questo Bruxelles vuole tenere fede ai due grandi impegni assunti nel marzo 2010, ossia porre fine alla perdita di biodiversità nell'UE entro il 2020 e proteggere la biodiversità e i servizi ecosistemici entro il 2050.

La strategia della Commissione si basa su sei punti: la piena attuazione della normativa vigente in materia di protezione della natura e della rete di riserve naturali; il ripristino degli ecosistemi aumentando l'uso delle infrastrutture verdi; la garanzia della sostenibilità delle attività agricole e forestali; la salvaguardia degli stock ittici dell'UE; il contenimento delle specie invasive; l'aumento del contributo UE all'azione concertata a livello internazionale. Proprio gli ingenti finanziamenti per la Politica Agricola Comune (Pac) e quelli alla Pesca (Cfp) dovranno tener conto delle realtà che rispettano la biodiversità.

Fonte: helpconsumatori.it

Giudice europeo contro brevetti su cellule ottenute da staminali umane

Il giudice Yves Bot, avvocato generale della Corte di giustizia europea, ha raccomandato la proibizione per motivi etici dei brevetti che implichino l’uso delle cellule staminali embrionali umane, accogliendo il ricorso presentato in Germania da Greenpeace. L’organizzazione ambientalista aveva infatti chiesto l’annullamento del brevetto detenuto dall’azienda farmaceutica Oliver Brüstle sulle cellule precursori neurali ottenute da staminali embrionali per il trattamento di difetti neurali e patologie quali il morbo di Parkinson, ai sensi dell’Articolo 6(2)(c) della Direttiva 98/44/EC sulla protezione legale delle invenzioni biotecnologiche. La norma cita infatti l’uso degli embrioni umani a scopi industriali e commerciali come esempio di invenzioni non brevettabili.

Gli scienziati che si oppongono alla raccomandazione del giudice temono che se la Corte di giustizia adottasse la raccomandazione del giudice Bot, ciò finirebbe con l’annullare la cooperazione pan-europea tra i centri di ricerca sulle staminali embrionali e i finanziamenti europei nel settore. Nelle premesse alla raccomandazione il giudice Bot ha però evidenziato che, pur consapevole dell’importanza delle implicazioni economiche e finanziarie, tuttavia “ ricerca e brevettabilità non sono indissociabili l’una dell’altra”.

Fonte: www.fondazionedirittigenetici.org

Risparmio energetico: a Bruxelles si premia la famiglia più virtuosa

È stata aperta ufficialmente nel corso della Settimana europea della sostenibilità energetica la “European Citizen Climate Cup”, la Coppa climatica del cittadino europeo: una competizione per proclamare la famiglia campione energetico dell’anno. In palio vi sono 2000 euro in premi e un viaggio a Bruxelles. Il progetto, coordinato dalla società tedesca Co2Online e finanziato dalla Commissione europea, si avvale della collaborazione di 14 partner provenienti da 10 paesi europei. Partecipare è semplice: basta collegarsi al sito http://it.theclimatecup.eu/, aprire un proprio account sul software (Esa-Energy Saving Account), inserire l’importo di due bollette elettriche nel sito dedicato e si è automaticamente in gara. Adiconsum, referente per l'Italia dell'iniziativa, supporterà le famiglie italiane partecipanti. L’obiettivo della gara è favorire l’adozione di comportamenti volti al conseguimento del risparmio energetico: ridurre il consumo di energia riduce l’emissione di Co2 nell’ambiente e anche la bolletta energetica. La competizione individuerà il “Campione energetico dell’Anno” ed il Paese vincitore della “Coppa Climatica” che verranno premiati a Bruxelles.

Fonte: www.adiconsum.it

Voto favorevole del Parlamento Europeo sull’etichettatura degli alimenti

Voto favorevole deI Parlamento Europeo, in Commissione Ambiente, per estendere l’obbligo di indicare il luogo di origine/provenienza a tutte le carni, al latte e prodotti derivati, ed altri alimenti a base di un unico ingrediente e di inserire in etichetta anche il Paese di provenienza per carne, pollo e pesce quando sono utilizzati come ingredienti. Per le carni, come già avviene per la carne bovina, le etichette dovrebbero indicare il paese nel quale l’animale è nato, è stato allevato e macellato. Le etichette poi, non dovrebbero essere visualizzate in modo da creare l’impressione che il prodotto sia un altro, e quando viene sostituito un ingrediente, dovrebbe essere chiaramente indicato.
Eccezioni per i prodotti alcolici per i quali la maggioranza della commissione ambiente ritiene che debbano essere esentati dalle nuove regole di etichettatura, cosi come per il cibo non imballato per consumo immediato.
Si tratta di un passo importante che interpreta le esigenze italiane (ricordiamo la legge emanata dal Parlamento italiano lo scorso febbraio, poi bocciata dall’Ue come inopportuna), anche se, trattandosi solo di un primo pronunciamento, dovrà essere negoziato con i 27 governi nazionali prima del voto in Plenaria previsto per luglio.
Fonte: www.cateringnews.it

Ue: approvato il Quadro europeo per l’inclusione sociale dei Rom

Istruzione soprattutto dei bambini, occupazione, sanità in particolare riduzione della mortalità infantile, alloggio. Sono i 4 settori su cui si basa il Quadro europeo per l’inclusione dei Rom che farà da guida per la definizione delle strategie nazionali che gli Stati membri dovranno presentare entro la fine del 2011.

Secondo la Commissione europea sono circa 10-12 milioni i rom nell’Ue. Vivono principalmente nei Balcani occidentali (Serbia, Repubblica di Macedonia) e in Turchia e rappresentano proporzioni significative di popolazione in Bulgaria (10%), in Slovacchia (9%), in Romania (8%), in Ungheria (7%), in Grecia, Repubblica Ceca e Spagna (1,5/2,5%).

Le comunità Rom continua a vivere in condizioni socio-economiche notevolmente peggiori di quelle del resto della popolazione. Un'indagine condotta in sei paesi dell'UE (Bulgaria, Ungheria, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia) ha rivelato che solo il 42% dei bambini Rom completa la scuola primaria, rispetto a una media europea del 97,5%. Per l'istruzione secondaria, la frequenza dei Rom è stimata ad appena il 10%. Nel mercato del lavoro i Rom presentano tassi di occupazione più bassi e una maggiore discriminazione. Per quanto riguarda la situazione abitativa, spesso non hanno accesso a servizi essenziali come l'acqua corrente o l'elettricità. Anche dal punto di vista sanitario esiste un divario: la speranza di vita dei Rom è di 10 anni inferiore alla media dell'UE, che è di 76 anni per gli uomini e 82 anni per le donne.

Il Quadro europeo per l’inclusione dei Rom ha fissato obiettivi relativi ai 4 settori sui quali le politiche nazionali dovranno presentare strategie entro la fine del 2011:
- istruzione: fare in modo che tutti i bambini Rom completino almeno la scuola primaria;
- occupazione: eliminare il divario tra i Rom e gli altri cittadini;
- sanità: ridurre il divario, ad esempio riducendo la mortalità infantile tra i Rom;
- alloggio: eliminare le disparità di accesso all'alloggio e a servizi pubblici come l'acqua e l'elettricità.

La realizzazione di interventi in questi settori è essenziale per consentire agli Stati membri di raggiungere gli obiettivi della strategia Europa 2020 , tra cui il l’occupazione del 75% della popolazione dell’Ue di età compresa tra i 20 e i 64 anni.

Fonte:http://ec.europa.eu/roma

UE: consumatori poco informati e consapevoli dei propri diritti

Secondo uno studio di Eurobarometro pubblicato in occasione del Vertice europeo dei consumatori 2011, meno del 50% dei consumatori nell’Unione europea si è dichiarato sicuro, informato e tutelato in quanto consumatore.
Solo il 58% degli intervistati è stato in grado di leggere correttamente gli ingredienti riportati sull'etichetta di un prodotto alimentare e il 18% non è riuscito a trovare la data di scadenza. Solo il 2% dei consumatori ha riconosciuto cinque loghi ampiamente usati per fornire informazioni al pubblico. Il 33% dei consumatori pensava che il marchio CE significasse "fabbricato in Europa" e solo il 25% sapeva che invece significa che il prodotto "è conforme alla legislazione dell'UE". Molti non conoscevano nessuna organizzazione dei consumatori del proprio paese.

I danni denunciati dai consumatori rappresentano circa lo 0,4% del PIL dell'UE e oltre un quinto dei consumatori dell'UE ha dichiarato di avere avuto un problema nei 12 mesi precedenti. Sebbene la maggior parte dei consumatori reclami con i negozianti, nella maggioranza dei casi se la risposta ricevuta non è soddisfacente essi non intraprendono nessuna azione ulteriore. Un numero elevato di consumatori ha difficoltà a fare i calcoli, a capire le informazioni importanti e a riconoscere le pratiche di vendita illegali e non conosce i suoi diritti. La maggior parte degli intervistati non era a conoscenza del proprio diritto di restituire un prodotto difettoso o di richiederne la riparazione o la sostituzione. Il sondaggio è stato condotto nel 2010 in 29 paesi e ha coinvolto 56 471 consumatori ai quali sono state poste 70 domande riguardanti le tre dimensioni principali dell'empowerment: competenze dei consumatori, conoscenza dei propri diritti e assertività.

Esiste tuttavia un grande potenziale da sfruttare per rendere i consumatori maggiormente consapevoli e di conseguenza per migliorare il modo in cui sono trattati e ridurre i danni da loro subiti. Internet e i mezzi di comunicazione hanno un ruolo essenziale da svolgere per l'empowerment dei consumatori, dato che oltre il 38% di questi ultimi usa Internet per fare raffronti tra i prodotti e considerata la capacità dei media di raggiungere direttamente i cittadini.

Fonte: Commissione europea

Razzismo: in Italia è praticato dalle istituzioni

Un rapporto per fare il punto sullo stato del razzismo e delle discriminazioni in Europa e 27 rapporti sulle situazioni nazionali nei paesi membri. Sono i materiali realizzati dall’Enar - European network against racism -, un'organizzazione che raggruppa 600 ong impegnate nella lotta contro ogni forma di discriminazione.

Nel biennio 2009-2010 in Europa le minoranze etniche e religiose continuano a essere vittime di razzismo e discriminazioni. Manifestazioni di razzismo si presentano in vari settori: lavoro, alloggio, educazione, salute, media. Dal rapporto Enar emerge che le categorie più discriminate sono rom, migranti, rifugiati e richiedenti asilo, musulmani ed ebrei. Sul lavoro, la discriminazione si esprime nel difficile accesso all’occupazione; nell’educazione nella bassa qualità dei sistemi educativi per le minoranze; nell’alloggio nella ghettizzazione, nella scarsa qualità delle abitazioni e nella discriminazione all'interno del mercato immobiliare. Altri settori in cui si sperimenta il razzismo sono l’accesso alle cure mediche e l’uso dei media che spesso veicolano messaggi razzisti e rappresentazioni negative delle minoranze.

Accanto al rapporto che illustra la situazione nell’intera Unione europea, 27 rapporti nazionali raccontano il fenomeno nei paesi membri. In Italia, si legge nel documento nel 2009 si è assistito a un drammatico aumento degli episodi di razzismo che hanno avuto come protagonisti i migranti in particolare i nordafricani e i rom. La discriminazione si manifesta nel servizio pubblico soprattutto nei settori dell’istruzione e della salute. La situazione, spiega il rapporto, è peggiorata con l’approvazione della legge 94, il cosiddetto pacchetto sicurezza, con la quale l’immigrazione irregolare è diventata reato. Misure particolarmente dure sono state prese nei confronti dei rom causando seri problemi ai processi di integrazioni di questa comunità. Nel nostro paese, denuncia l'Enar, nessuno sforzo è stato compiuto per combattere i reati a sfondo razzista o per promuovere l’inclusione sociale dei migranti che spesso sono esclusi dai servizi nazionali di contrasto alla povertà.

Fonte: programmaintegra.it

Rifiuti: riciclato il 24% nell’Unione Europea nel 2009

Nel 2009, ogni abitante dei 27 paesi membri dell’Unione europea ha generato, in media, 513 chilogrammi di rifiuti, circa 11 chilogrammi in meno rispetto all’anno prima. Il 38% di questi rifiuti è stato smaltito in discarica, il 20% incenerito, il 24% riciclato e il 18% compostato. I dati sono stati diffusi in questi giorni da Eurostat, l’ente statistico dell’Unione europea, e mostrano un lieve aumento del riciclo e del compostaggio (rispettivamente 23% e 17%) nel 2008.

La quota di rifiuti pro capite varia dai 316 chilogrammi della Repubblica Ceca e della Polonia agli 833 chilogrammi della Danimarca. Cipro, Irlanda e Lussemburgo hanno fatto registrare valori compresi tra 700 e 800 chilogrammi per abitante, Malta e Paesi Bassi tra i 600 e i 700 chilogrammi. Rientrano nella fascia tra i 500 e i 600 chilogrammi Austria, Germania, Spagna, Italia, Francia e Regno Unito.

Sono notevoli anche le differenze nel trattamento dei rifiuti. Gli stati membri con la percentuale più alta di rifiuti smaltiti in discarica nel 2009 sono la Bulgaria, dove in pratica tutti i rifiuti sono stati trattati in questo modo, la Romania, con il 99%, Malta con il 96%, la Lituania con il 95% e la Lettonia con il 92%. I paesi che ricorrono in misura maggiore agli inceneritori sono invece la Svezia, dove questa forma di smaltimento riguarda il 49% dei rifiuti trattati, la Danimarca, con il 48%, i Paesi Bassi, con il 39%, il Lussemburgo, con il 36%, il Belgio, con il 35%, la Germania e la Francia, con il 34%.

Per quanto riguarda il riciclo, il tasso più alto si è registrato in Germania, con il 48% dei rifiuti trattati, mentre Belgio e Svezia hanno raggiunto il 36%, Slovenia e Danimarca il 34%, Irlanda e Paesi Bassi il 32%. Gli stati membri con i più alti tassi di compostaggio dei rifiuti sono l’Austria, con il 40%, l’Italia, con il 32%, i Paesi Bassi, con il 28%, la Spagna e il Belgio, con il 24% e il Lussemburgo, con il 20%.

Gli stati membri in cui il dato aggregato di riciclo e compostaggio è superiore al 50% sono l’Austria, con il 70%, la Germania, con il 66%, i Paesi Bassi, con il 60%, e la Svezia, con il 50%. In sette paesi membri la somma di riciclo e compostaggio non supera invece il 10%.

Fonte: e-gazette.it

Crisi e processi in atto nel Mediterraneo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l'articolo dell'on. Patrizia Toja che descrive la crisi e i processi in atto nel Mediterraneo.
All'articolo abbiamo tolto l'ultima parte poiché il sito ha come scopo quello di aiutare le persone a comprendere meglio i fenomeni della società in cui vivono evitando di fare battaglia partitica, lasciando cioé a ognuno di tirare le proprie conclusioni sugli atteggiamenti assunti dai partiti. Ognuno a partire dall'analisi dei fatti esaminerà l'offerta dei partiti e farà le sue scelte.

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