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Rivoluzione nella UE: una rete elettrica intelligente per consumare molto meno

La Commissione Ue in occasione della Settimana dell'energia sostenibile ha lanciato un piano da realizzare a tappe forzate illustrato dal commissario all'Energia Günther Oettinger: rendere la rete elettrica europea intelligente (smart grid) in tempi strettissimi realizzando una rivoluzione infrastrutturale in grado di abbattere i consumi, ridurre le emissioni di anidride carbonica, creare occupazione e favorire la competitività delle imprese.
E’ l'ennesima sfida di modernizzazione e sostenibilità che l’Europa lancia al mondo.

Il piano prevede:
la creazione di standard tecnici comuni già nel giro del 2012;
capire come difendere i dati che viaggiano in rete;
studiare un piano di incentivi agli investimenti;
favorire un'ulteriore liberalizzazione del mercato;
fornire sostegno alla ricerca e all'innovazione.

L’obiettivo è quello di far arrivare la corrente esattamente dove e quando serve al prezzo più basso.

Per arrivare a ciò occorre che:
le grandi linee di distribuzione siano capaci di gestire al meglio il crescente apporto delle poco programmabili fonti rinnovabili;
si introducano i cosiddetti contatori intelligenti che daranno alle persone un grosso incentivo a risparmiare energia.

Alcune stime ci indicano che lo sviluppo di smart grid può portare a una riduzione nei consumi delle famiglie fino al 10%, mentre in alcuni progetti piloti avviato nel Regno Unito i risparmi hanno toccato anche quote del 40%.

L'Italia questa volta potrebbe non essere costretta però a inseguire il gruppo di testa come di consueto. Una volta tanto, con circa 20 milioni di contatori intelligenti già installati nelle case degli italiani (anche se non ancora tarati al pieno delle loro funzionalità), siamo infatti all'avanguardia.

(Fonte: repubblica.it)

Le regole dell'immigrazione nell'Unione Europea: cosa prevede il Trattato di Shengen

Sono cinque i requisiti che un extracomunitario deve avere per superare le frontiere interne della Ue abolite dal Trattato di Schengen. A regolare le "condizioni di ingresso dei cittadini di paesi terzi" è l'articolo 5 del regolamento 562 del 2006, detto "Codice delle frontiere Schengen".

Secondo il comma 1, "per un soggiorno non superiore a tre mesi nell'arco di sei mesi" è necessario che gli extracomunitari rispondano ai seguenti requisiti: "a) essere in possesso di uno o più documenti di viaggio validi che consentano di attraversare la frontiera"; "b) essere in possesso di un visto valido" se necessario in base al paese di provenienza; "c) giustificare lo scopo e le condizioni del soggiorno previsto e disporre dei mezzi di sussistenza sufficienti, sia per la durata prevista del soggiorno sia per il ritorno nel paese di origine o per il transito verso un paese terzo nel quale l'ammissione è garantita, ovvero essere in grado di ottenere legalmente detti mezzi"; "d) non essere segnalato nel SIS (Sistema di informazioni di sicurezza - ndr) ai fini della non ammissione"; "e) non essere considerato una minaccia per l'ordine pubblico, la sicurezza interna, la salute pubblica o le relazioni internazionali di uno degli Stati membri".

L'articolo, al comma 3, specifica che "la valutazione dei mezzi di sussistenza si effettua in funzione della durata e dello scopo del soggiorno e con riferimento ai prezzi medi vigenti nello o negli Stati membri interessati di vitto e alloggio in sistemazione economica, moltiplicati per il numero di giorni del soggiorno", inoltre è indicato che tale valutazione "può basarsi sul possesso di contanti, assegni turistici e carte di credito da parte del cittadino di paese terzo". E' anche previsto e regolamentato il caso di ospitalità (definita come "dichiarazione di presa in carico") fornita da un cittadino del paese in cui l'extracomunitario entra.
Fra le tre possibili deroghe di quanto disposto dal comma 1, al punto 4.b è indicato che, per quanti si presentino alla frontiera senza il visto quando esso richiesto essi "possono essere ammessi nei territori degli Stati membri se è stato loro rilasciato un visto alla frontiera a norma del regolamento (CE) n. 415/2003 del Consiglio, del 27 febbraio 2003, relativo al rilascio di visti alla frontiera, compreso il rilascio di visti a marittimi in transito".

Infine al punto 4.c è scritto che "i cittadini di paesi terzi che non soddisfano una o più delle condizioni di cui al paragrafo 1 possono essere autorizzati da uno Stato membro ad entrare nel suo territorio per motivi umanitari o di interesse nazionale o in virtù di obblighi internazionali". Viene altresì specificato che, quando si ammette una persona segnalata al SIS, "lo Stato membro che ne autorizza l'ingresso nel suo territorio ne informa gli altri Stati membri".

Comunità Europea: rischi dell'arsenico nelle acque e esigenza di una nuova normativa

Su mandato della Commissione europea, il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare (Contam) dell'Efsa (Ente preposto alla difesa della salute alimentare) ha pubblicato un parere sui possibili rischi per la salute correlati alla presenza di arsenico in alimenti e bevande. Sono stati raccolti e analizzati più di 100.000 dati di cui circa il 98% inerenti l'arsenico totale.
Si evidenzia come la legislazione in materia in molti paesi sia carente; da qui l'esigenza di una revisione della legislazione stessa.

Tribunale di primo gardo UE: illegale l'aiuto di stato italiano per il decoder digitale

da La Stampa del 16.06.2010
Con il contributo per il digitale terreste, afferma il tribunale di primo grado UE, si è penalizzato il satellite in condizioni di mancata neutralità tecnologica decidendo che "Il contributo italiano concesso per l'acquisto o la locazione di decoder digitali terrestri costituisce un aiuto di Stato e deve essere recuperato".
"La misura - afferma la magistratura - non è neutra dal punto di vista tecnologico e attribuisce alle emittenti digitali terrestri un vantaggio indiretto a danno delle emittenti satellitari.
In primo luogo, il Tribunale dell'Unione europea afferma che la misura consentiva alle emittenti digitali terrestri e agli operatori via cavo, il gruppo principale è Mediaset, di godere di un vantaggio rispetto alle emittenti satellitari. Questo perché, per ottenere il contributo, era necessario acquistare un apparecchio per la ricezione di segnali televisivi digitali terrestri, e "un consumatore che avesse optato per un apparecchio che consentisse esclusivamente la ricezione di segnali satellitari, non avrebbe potuto beneficiarne". Il contributo non rispondeva, quindi, al requisito della "neutralità tecnologica".
La misura, inoltre, ha incitato i consumatori a passare dal sistema analogico a quello digitale terrestre e, allo stesso tempo, ha consentito alle emittenti digitali terrestri di consolidare la loro posizione sul mercato, in termini di immagine di marchio e di fidelizzazione della clientela, spiega la Corte nella sentenza. In più, "la riduzione automatica del prezzo derivante dal contributo era tale da incidere sulle scelte dei consumatori attenti ai costi".
Il Tribunale ritiene poi che "il carattere selettivo della misura abbia prodotto una distorsione della concorrenza tra emittenti digitali terrestri e emittenti satellitari". Infatti, sebbene tutte le emittenti satellitari avrebbero potuto beneficiare della misura offrendo decoder ibridi (con tecnologia al tempo stesso terrestre e satellitare), "ciò avrebbe implicato per le medesime un costo supplementare che avrebbero dovuto ripercuotere sul prezzo di vendita ai consumatori".

La comunità europea introduce una rigida sorveglianza sulle agenzie di rating (valutazione economica delle imprese)

La comunità europea sta per lanciare l'autorità di controllo sulle agenzie di rating (si chiamerà Esma, European security and markets authority, ESMA). Dopo gli scandali che sono stati alla base della crisi economica, senza che le varie autorità di rating (valutazione dello stato economico delle imprese) abbiano lanciato il benché minimo allarme, tale autorità dovrà sorvegliare sul rispetto dei criteri di trasparenza nella elaborazione delle valutazioni e nella comunicazione pubblica dei rating. Tra gli obblighi che le agenzie di rating dovranno espletare: comunicare ai concorrenti le informazioni sui prodotti finanziari complessi, dovranno registrarsi se vogliono operare in Europa.

UE approva la coltivazione di raccolti OGM

La Commissione Europea ha appena approvato la coltivazione di organismi geneticamente modificati per la prima volta in 12 anni.
Da fonte Avaaz, la comunita' di cittadini globali sensibili ai problemi del pianeta, si apprende che il 60% degli Europei sente di aver bisogno di maggiori informazioni prima di approvare la coltivazione a fini alimentari di organismi geneticamente modificati che possano minacciare la nostra salute e l'ambiente.

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