Confesercenti: “La mafia? La banca più grande d’Italia”

Opinion - author: admin - posted: 11-01-2012

Dati alla mano, il rapporto Sos impresa di Confesercenti sentenzia: “Mafia spa è la prima banca d’Italia”. Alla faccia di crisi economica e aziende in difficoltà, la criminalità organizzata è di fatto “il più grande agente economico del Paese”, con 65 miliardi di euro di liquidità, un fatturato che si aggira intorno ai 140 miliardi di euro, un utile che supera i 100 miliardi al netto degli investimenti e degli accantonamenti. Basti pensare che il solo ramo commerciale della criminalità mafiosa e non, che incide direttamente sul mondo dell’impresa, sfiora i 100 miliardi di euro, pari al 7% del Pil (prodotto interno lordo) nazionale: una massa enorme di denaro che passa quotidianamente dalle tasche dei commercianti e degli imprenditori a quelle dei mafiosi. Dai bar ai ristoranti, dai negozi ai mercati, dai venditori ambulanti agli alberghi: nessuno sfugge alla criminalità organizzata . “La vicinanza alle organizzazioni criminali, giungere a patti con esse, conviverci, - precisa il presidente di Confesercenti, Marco Venturi - può fare la differenza fra essere espulsi definitivamente dal mercato o poter continuare ad operare, magari vedendo aumentare il proprio fatturato”.
190mila aziende chiuse in tre anni
Debiti e usura hanno colpito duro dal 2008 al 2011. Secondo il rapporto Sos Impresa di
Confesercenti, sono state 190mila le imprese italiane che hanno chiuso i battenti strozzate da prestiti e cravattari. Mediamente ogni azienda, secondo lo studio, ha debiti per 180mila euro, una cifra che è quasi raddoppiata nell’ultimo decennio. Sono 200mila, in sostanza, i commercianti coinvolti in rapporti con l’usura, ma sono 600mila quelli che combattono con i debiti. E con la crisi è aumentato il numero degli usurai che oggi sono passati da circa 25mila a oltre 40mila. Quanto all’identikit della vittima dell’usura, il fenomeno colpisce solitamente commercianti che operano nel dettaglio tradizionale, come alimentaristi, gestori di negozi di abbigliamento e calzature, fiorai. Anche i fallimenti sono cresciuti vorticosamente: +16,6% nel 2008 e +26,6% nel 2009. Nel primo trimestre 2010, i fallimenti sono cresciuti del 46%.

La piovra che si insinua
Ma come fa la criminalità organizzata a prendere il sopravvento e a gestire tutti questi affari senza scontrarsi con le istituzioni? Dal rapporto Sos impresa arriva una risposta sconfortante: “È grazie alla connivenza collusiva con il mondo politico e amministrativo e di professionisti piacenti che le mafie si sono insediate nel centro e nel nord Italia”. E così sono arrivate a controllare la quasi totalità del mercato del gioco d’azzardo, anche lecito; dello smaltimento dei rifiuti, specialmente tossici e nocivi; del ciclo delle costruzioni. Ma i suoi interessi si sono spostati anche in settori nuovi e imprevedibili: nel comparto sanitario, nello sport, nell’autotrasporto e nella logistica, nei servizi di vigilanza dei locali notturni.

(Fonte: city.it)