La pubblicità, i telefoni che ci spiano e come difendersi

News - author: stg - posted: 10-11-2019

Almeno una volta, è capitato a tutti: cerchiamo qualcosa su Internet, e le pubblicità di quel qualcosa ci inseguono su qualsiasi sito che visitiamo nelle settimane successive, ovviamente su Amazon, ma pure su Facebook e Instagram. Di più: chiacchieriamo con un amico di qualcosa che vorremmo comprare, o che semplicemente ci incuriosisce, e di nuovo ritroviamo inserzioni di quel qualcosa dappertutto sulla Rete. Ancora: pensiamo a qualcosa che desideriamo e vediamo banner che ce la propongono ovunque navighiamo.

Succede, e succede spesso (tranne il terzo punto, che sfiora la fantascienza), tanto da spingere molti a domandarsi non solo come sia possibile, ma anche se i nostri smartphone e computer siano in grado di spiarci, guardarci, ascoltarci a nostra insaputa. O addirittura leggerci nel pensiero.

Il dubbio torna ciclicamente, non solo nelle persone comuni, ma pure nei governanti, tanto che l’anno scorso, sulla scia dello scandalo Cambridge Analytica, il Senato americano ha chiesto al co-fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, se il social network sia in grado di spiarci attraverso i microfoni dei telefonini. Lui ha risposto di no, che di per sé non vuol dire molto (non sarebbe la prima volta che uno dei colossi della Rete mente a un governo), se non per il fatto che è la stessa risposta cui sono giunti alcuni esperimenti condotti anche di recente.

Come quello di Wandera, una società che si occupa di cybersicurezza proprio sui dispositivi mobili: hanno messo due smartphone (Apple e Android) prima in una stanza in cui si sentivano pubblicità di cibo per animali e poi in una silenziosa, rilevando che la quantità di dati in entrata e uscita dagli apparecchi era pressoché identica. E pure bassissima, soprattutto se confrontata con quella che passa dai telefonini quando usiamo la voce per interfacciarci con gli assistenti virtuali come Siri e Google Assistant: insomma, se dal nostro smartphone venissero inviate registrazioni verso chissà quale server nascosto chissà dove, questo trasferimento di dati dovrebbe essere percepibile.

Anch’io ho fatto una sorta di esperimento: per qualche sera, ho camminato in casa dicendo ad alta voce che «vorrei proprio comprare una moto d’acqua, chissà quanto costa e chissà dove la potrei trovare» (e anche chissà che cosa penseranno i vicini, a questo punto), lasciando il telefono sbloccato vicino a me; poi ho fatto le stesse domande al mio Google Home, che mi ha ovviamente suggerito un paio di posti dove acquistare una moto d’acqua e pure informato sui prezzi. E però, nei giorni successivi, nessun banner, nessuna pubblicità online, nessun “suggerimento” su Amazon per spingermi a comprarla davvero, una moto d’acqua.
(Fonte: www,lastampa.it)