Olio d’oliva, prezzi in picchiata: così i produttori rischiano il collasso

News - author: ludo.j - posted: 14-11-2019

Ci sono alcuni numeri che spiegano le criticità dell’olivicoltura italiana. Il primo: dal 29 ottobre al 5 novembre alla borsa merci di Bari, il mercato di riferimento delle contrattazioni del comparto, un chilo di olio extra vergine d’oliva veniva pagato tra i 4,50 e i 4,6 euro al chilo. Il secondo: una settimana dopo, cioè ieri, il prezzo è precipitato a 3,80/4 euro al chilo.

«Nonostante una buona ripresa produttiva ed una qualità eccellente del prodotto, il mercato dell’olio quest’anno ancora non decolla: gli acquirenti aspettano affinché il prezzo dell’extravergine italiano arrivi quasi al livello di quello spagnolo, le cisterne si riempiono e chi ne paga le conseguenze sono come al solito i produttori ed i frantoiani», denunciano Dino Scanavino (leader di Cia-Agricoltori italiani) e Gennaro Sicolo (presidente di Italia Olivicola). Poi attaccano: «Vendere un prodotto d’eccellenza ad un prezzo stracciato significa non rientrare nemmeno delle spese sostenute dagli agricoltori per lavorare i terreni, curare le piante e irrigare». Dal loro punto di vista «i produttori ed i frantoiani continuano a rappresentare l’anello debole della catena e questi comportamenti di certo non agevolano la ripartizione del valore tra tutti i protagonisti della filiera». Il rischio è che dopo la disastrosa annata passata, la peggiore di sempre, questi atteggiamenti «possano mettere definitivamente in ginocchio migliaia di famiglie ed un intero settore simbolo del Made in Italy». Da qui l’appello «alla ripresa delle contrattazioni per evitare il naufragio della campagna olivicola e porre rimedio a questa situazione prima che sia troppo tardi».
(Fonte: www.lastampa.it)