Riace: come un centro storico ormai abbandonato si ripopola e riapre le botteghe artigiane grazie a una sana politica di integrazione di extracomunitari

Case - author: stg - posted: 24-07-2010

Riace (il luogo legato al ritrovamento dei famosi bronzi adesso al museo di Reggio) era un bel centro storico calabrese a 5 chilometri dalla costa un paese pittoresco dell’entroterra su una collina che si stava spopolando e rischiava di morire.
La faccenda inizia nel 1998. Una nave carica di 300 profughi portata dalle correnti al largo di Riace. Questi profughi, bisognava sfamarli, ospitarli d’urgenza nelle chiese o altri luoghi con l’aiuto della Croce Rossa. Erano soprattutto Curdi minacciati nel loro paese.
Domenico Lucano, l’attuale sindaco: «Non ero ancora sindaco ma con il mio migliore amico, adesso morto, abbiamo voluto impiegarci per aiutare questi sfortunati. Non assisterli ma trovargli lavoro, case, condizioni di vita decenti e ci siamo messi a sognare. Mentre Riace Marina è affolata durante la stagione, Riace Superiore la parte antica del comune si é addormentata, vuotata dei suoi abitanti partiti a lavorare al Nord o sistemati sul lungomare. E se questi profughi ci aiutassero a svegliarla ? Che le vie si animassero, che le imposte si aprissero di nuovo, che si sentisse gente parlare e ragazzi ridere…… . »
Così è nata l’idea di creare l’associazione : « Città futura ».
55 Curdi fra i 300 profughi hanno voluto sistemarsi a Riace invece di andare in Germania. La faccenda è cominciata con loro.
Ora fra un dedalo di strette vie nelle case si aprono botteghe artigiane: ceramica, tessitura, terracotta e vetro, laboratorio ricamo, confetture di produzione locale, conserve, bamboline in costume, levitazione a pane, macine antiche frantoio, etc. Tutti lavori ormai in disuso: ora in ogni bottega lavorano a fianco un italiano e un extracomunitario che impara un mestiere, migliora la lingua, etc.
Città futura pratica anche il turismo sostenibile e solidale. Ha aperto il ristorante « la Taverna Donna Rosa » e propone l’ »ospitalità diffusa » : affitta qualche casa per turisti e ne riserva alcune per rifugiati.
Poco a poco, i turisti sono venuti più numerosi e Città futura si è fissata quattro obiettivi :
- Creare posti di lavoro per giovani disoccupati
- Facilitare l’integrazione di alcuni profughi rimasti a Riace
- Migliorare l’economia locale con piccole botteghe e laboratori
- Fare in modo che la storia del paese non sparisca ma continui attraverso feste, tradizioni e artigianato.
Circa 100 immigranti su 750 abitanti vivono e lavorano a Riace come operai, contadini, un meccanico, artigiani nei laboratori. Riace è un bel paese . Piccole piazze sono state rinnovate, lastricate, ben illuminate. Case sono state restaurate. Botteghe sia italiane sia d’immigrati danno vita al paese. Il percorso frecciato dei “murales” ci porta di affrescho in affresco dipinti da artisti di diversi paesi.
Evidentemente tutto non è facile e l’equilibrio è fragile. Domenico Lucano lo sa bene e non era sicuro di essere ri-eletto quest’anno. Ha vinto contro i partiti tradizionali disorientati dal suo modo di fare la politica e soprattutto contro la ‘Ndrangheta. Quest’associazione mafiosa ha bisogno dell’omertà, del silenzio, della cappa di piombo che fa pesare sulla regione . Che Riace sia sotto i riflettori la disturba. L’ha fatto sapere a suo modo uccidendo il cane di Domenico e quello di suo figlio. Domenico ha risposto in anticipo pubblicamente : parecchi “murales” accusano la ‘Ndrangheta e uno rappresenta l’assassinio di un uomo il cui sangue scorre dinnanzi a lui sul pavimento con la legenda in dialetto « contro la ‘Ndrangheta, teniamoci le mani »
Il giorno della partenza, siamo tornati al laboratorio della tessitura. Ellen una giovane eritrea stava imparando a tessere con l’aiuto di Pina mentre nelle strade passavano ragazzi italiani, afgani, africani tutti ben vestiti per andare a scuola, nel giorno di riapertura delle classi. Un’immagine simbolica di Riace.

(fonte: altriitaliani.net)