Un Team di Psichiatri e Psicoterapeuti giudica un programma TV sulle malattie tumorali

Opinion - author: guia - posted: 08-11-2010

Ai programmatori di mattinainfamiglia.@rai.it
Opinione del Tim Psiche Donna.com (Psichiatri, Psicologi, Psicoterapeuti, che studiano i programmi TV), sul punto del programma del 7/11/2010 di Mattina in Famiglia, ore 8.35, che riguardava le persone che hanno superato la malattia tumorale.
La trasmissione era discreta ed utile alla gente comune, ma la presenza di uno “psicoterapeuta”, giustamente smentito per diverse volte, ha portato una nota di ilarità su un argomento molto serio e delicato, che dovrebbe essere trattato da veri esperti.
Come si fa a dire e ridire più volte solo la banalissima frase che nelle coppie non c’é comunicazione (anche l’uomo della strada se ne accorge) ed attribuire solo alla mancanza di comunicazione il mancato sostegno dei coniugi in caso di malattia grave? Infatti l’attore Remo Girone ha subito detto non sono d’accordo: l’aiuto al coniuge malato dipende dalle differenze di genere dell’uomo e della donna; la donna sa affrontare meglio dolore e sofferenza, è più forte, si organizza e da sicurezza; io ero spaventato, nervoso, arrabbiato e mia moglie mi ha sostenuto nel migliore dei modi, mentre l’uomo in genere non riesce a fare altrettanto.
Come è possibile che uno Psicoterapeuta, proprio colui che dovrebbe curare l’interezza della persona, non conosca le differenze di genere, ormai da circa 30 anni nella letteratura internazionale?
Differenze di genere che fanno testo non solo nella risposta di coppia alla malattia di un coniuge, ma addirittura nella scelta della malattia e nella risposta alla propria malattia.
E come si permette di dire che il chirurgo deve fare il chirurgo e lo psicoterapeuta deve fare lo psicoterauta (il vecchio divide et impera, bella scissione, la vecchia cultura che incasellava e pietrificava tutti i fenomeni), quando già da cinquant’anni sappiamo che il modello della causalità circolare è l’unico che spiega le interazioni corpo-mente- ambiente naturale e culturale?
Anche questa affermazione è stata comunque subito smentita: ma come se pochi giorni fa il prof. Veronesi ha appena detto che il medico deve avere una visione integrata del paziente, come della medicina per poter espletare la sua opera in modo utile?
Ed allora come non ricordare i Famosi Gruppi Balint proprio per la formazione psicologica dei medici (gruppi che proseguono a tutt’oggi), vedi: Balint – Medico, Paziente e Malattia – Feltrinelli 1961, che affrontano il problema medico-paziente nella sua rilevanza diagnostica e soprattutto terapeutica per tutta la medicina e per ogni ristretta branca specialistica, per non perdere di vista nel quadro clinico l’unità psicosomatica.