Crisi economica e gli intrecci di potere

Opinion - author: xamata - posted: 12-11-2010

…..Gli investimenti privati e i finanziamenti pubblici destinati allo sviluppo industriale,soprattutto al Sud(discorso a parte per quelle aree geografiche dove consorzi molto forti tutelano la produzione, e per la grande industria che ricatta continuamente lo Stato) sono di solito assorbiti dalla filiera politico-banca-tecnico-imprenditore.
L’imprenditore è costretto a farne parte perché le aree edificabili ad uso produttivo si possono ottenere solo su concessione del politico che impone la sua partecipazione diretta o tramite prestanomi alla società .
Il politico impone inoltre alla banca chi finanziare (trasformando il credito industriale in credito personale speciale al politico….i padri della Repubblica scrissero a chiare lettere:la raccolta delle banche dev’essere utilizzata per il lavoro….)in questo modo oltre a raggiungere il proprio profit attua così un controllo a tappeto del territorio impedendo a chiunque di fare imprenditoria sana e indipendente.
Il risultato evidente è la realizzazione di capannoni mai entrati in produzione, la distruzione del concetto stesso di lavoro e il dilagare dei mali sociali.
Probabilmente il tutto sarà oggetto dell’azione futura dell’antimafia che a breve dovrà muoversi non solo per denunce individuali ma anche per orientamento dei governi centrali che finora si sono sempre “disinteressati” delle operazioni locali ma che saranno costretti all’intervento dall’enorme circolazione di capitali
obsolescenti ,i quali, specialmente in situazione di crisi mondiale mettono in ginocchio l’intera economia dello Stato.
In definitiva, dove le banche andranno a prendere i soldi per pagare il profit della rendita parassitaria derivante oltre che dai citati fasulli investimenti produttivi ,anche e soprattutto, dai “pretesti” di spesa diffusi un po’ ovunque sul territorio nazionale?
Cosa lo Stato dovrà tassare se primario e secondario non danno il gettito dovuto per il terziario?
Può mai lo Stato,per favorire il suo ceto medio parassitario entrare in crisi , quando l’economia si sanerebbe automaticamente attivando le procure?
…Se non si ristabilisce un sano concetto di lavoro in tutte la sue accezioni e quindi in grado di generare un autocontrollo deontologico in tutti i soggetti attivi
contineremo ad avere una scuola che genera saperi morti e scoordinati,una sanità lobbistica che non assolve al proprio compito,la produzione che non
decolla perché avvolta da una ragnatela di ricatti.
Non avremo più una democrazia ma un pugno di stronzi da un lato e un esercito di schiavi dall’altra

Tratto da: CRISI DELLA REPUBBLICA –XERIOS EDITORE
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