La politica del presidente argentino Menem attraverso il 'Diario del saccheggio'

Opinion - author: Roberta Barazza - posted: 04-12-2010

Se si legge dell'ex Presidente argentino Menem su Wikipedia

http://it.wikipedia.org/wiki/Carlos_Sa%C3%BAl_Menem

non si percepisce quasi niente delle conseguenze drammatiche e criminali della sua politica, discusse invece nel film di Fernando Solanas 'Diario di un saccheggio'.

Vorrei proporre qualche confronto.
I testi tra virgolette sono tratti da Wikipedia.

"Nato nella provincia di La Rioja, una delle più povere del paese, fu un fervente sostenitore della politica peronista."

Infatti anche le basette con cui si presenta nella veste di Presidente nel primo mandato, alludono ai caudillos argentini, sorta di eroi popolari considerati difensori dei poveri contro i potenti.
Ma è significativo che qualche mese dopo l'elezione il suo look cambi, spariscono le basette e, soprattutto, viene meno la sua politica socialisteggiante, sostituita da un liberismo che lo rende amico di Bush e dei 'neo-conquistadores' del FMI.

"Uno dei suoi primi atti come presidente fu la concessione della grazia a tutti i politici del precedente governo responsabili del sanguinoso fenomeno dei "desaparecidos" (scomparsi)."

Parafrasi: appena eletto cambia completamente il suo programma elettorale ingannando gli elettori che lo avevano sostenuto.
Niente condanne per i criminali dei regimi precedenti. Nessuna politica a sostegno delle classi popolari.

"Insieme al ministro dell'Economia, Cavallo, Menem decise di imporre il tasso di cambio fisso peso-dollaro per contenere l'inflazione, riuscendo nell'intento. Grazie alla nuova stabilità economica, in Argentina cominciò ad affluire molto denaro dall'estero (soprattutto da parte di piccoli e medi risparmiatori attraverso i bond)."

Nel film si parla della decisione di imporre l'equazione 1 pesos = 1 dollaro come di una menzogna spudorata (il pesos non valeva di certo quanto un dollaro) che ha avuto conseguenze disastrose per l'economia argentina poiché ha portato a svendere la ricchezza della nazione, tra cui le imprese pubbliche, a prezzi stracciati, nell'interesse dei ricchi e dei politici argentini. La conseguenza è l'impoverimento della classe media e bassa, anzi addirittura la sparizione della classe media argentina, fino a ridurre il popolo alla fame e fino al cosiddetto genocidio degli argentini.
In seguito alla parificazione del valore del pesos al dollaro, il confronto tra i prezzi dei prodotti argentini e quelli degli altri paesi sudamericani ha bloccato completamente l'esportazione dall'Argentina: nel continente sudamericano non ci si poteva permettere l'acquisto di prodotti argentini con prezzi da dollaro nordamericano.

"Menem diede il via ad un'ampia opera di privatizzazione fra il 1990 e il 1992, privatizzando, per l'appunto, molte aziende base: tra le tante furono cedute le Poste e metà della compagnia petrolifera di stato, la Y.P.F. (Yacimientos petroliferos fiscales)[1]. Si stima che la liquidazione di gran parte del patrimonio nazionale abbia rappresentato una perdita di 60.000 milioni di dollari[2]. Il presidente decise anche di eliminare i vincoli doganali, con il positivo risultato di riuscire a conseguire la modernizzazione delle aziende argentine."

La privatizzazione delle imprese argentine è l'altra grande scelta economica folle di Menem. Wikipedia ha toni molto miti rispetto al film. L'Y.P.F. è stata, nel mondo, la prima grande impresa di stato nazionalizzata. Il film dice: il petrolio negli anni '90 era come l'acqua, come l'aria. Come è possibile vendere a stranieri (i 'neo-conquistadores') un bene così prezioso privando il paese di una risorsa così importante? E' stato venduto a prezzi stracciati nell'interesse della classe politica e per la rovina del popolo. Ciò che le imprese argentine producevano veniva ora gestito da stranieri che rivendevano prodotti indispensabili come il petrolio all'Argentina stessa, ma a prezzi molto più alti.

"Il presidente decise anche di eliminare i vincoli doganali, con il positivo risultato di riuscire a conseguire la modernizzazione delle aziende argentine. Tuttavia ne risentirono molte piccole e medie imprese, che furono costrette a perdere profitti o, in alcuni casi, addirittura a chiudere."

Nel film si parla di centinaia di migliaia di piccole e medie imprese costrette a chiudere e di una disoccupazione enorme. Il popolo era ridotto alla fame e in Argentina i bambini morivano per denutrizione come nell'Africa più povera.

"Forte del fatto di essere riuscito a domare l'inflazione attraverso le sue politiche liberiste, Menem fu riconfermato alla Casa Rosada come presidente nel 1995. Il secondo mandato fu caratterizzato da una chiara intenzione di Menem di ottenere una modifica della costituzione, che avrebbe permesso al presidente di presentarsi alle Elezioni presidenziali argentine del 1999."

A proposito del secondo mandato, nel film si parla di una dittatura di fatto.
Vengono approvati più di 300 emendamenti alla Costituzione, più di quanto abbiano fatto tutti i presidenti argentini presidenti messi insieme, con cui il potere di Menem diventa in pratica assoluto.

"Nel 2001 Menem fu indagato per una presunta vendita illegale di armi all'estero, ma la faccenda passò in secondo piano a causa dell'aggravarsi della crisi economica che dilagava nel paese."

Nel film si parla di Menem come di un vero e proprio mafioso con stretti legami con il crimine organizzato, col narcotraffico e il commercio delle armi.
Il problema è che, durante i suoi mandati, la Magistratura era corrottissima e tutte le accuse rivolte a lui, alla classe politica, e anche ai pezzi grossi dei sindacati non portarono a nessuna condanna.
Durante la presidenza Menem, le classi politiche, i possidenti e i leader sono diventati ancora più ricchi e potenti, mentre la classe media è praticamente scomparsa e per il popolo e i più poveri si parla addirittura di genocidio da parte dei politici.

"Attualmente è senatore della Repubblica Argentina per la provincia di La Rioja,in quanto primo votato tra i senatori non eletti."

Questo è davvero incredibile. Menem è il responsabile del disastro economico dell'Argentina, è accusato di mafia e genocidio, ma resta senatore della Provincia di La Rioja. I vari Dell'Utri e Cosentino italiani fanno quasi tenerezza al confronto.

"C'è da dire che Menem è stato ed è tuttora l'illustre vittima della magistratura filo-radicale che ha attribuito a lui tutte le colpe della crisi economica identificandolo come "capro espiatorio" del sistema economico deteriorato."

In realtà anche Wikipedia lo definisce, insieme a Cavallo, il principale responsabile della rovina economica dell'Argentina. Non so se, dopo la fine della sua presidenza è diventato davvero 'l'illustre vittima della magistratura' e 'il capro espiatorio' del disastro economico, ma durante i suoi mandati è sempre riuscito a evitare qualsiasi condanna e anche ora continua a non pagare nessun prezzo per le sue nefandezze.

"Assolutamente incostituzionali possono essere definiti gli annullamenti adottati dalla Corte Suprema che ha dichiarato non valida la grazia concessa dal presidente Menem ai maggiori capi militari che governarono il paese dal 1976 al 1983[senza fonte]."

Meno male che questo commento è 'senza fonte'.

"Cavaliere di Gran Croce del Grand'Ordine del Re Tomislavo
«Per altissimi meriti nel promuovere l'amicizia e lo sviluppo di una fruttuosa cooperazione in campo politico, culturale ed economico tra la Repubblica croata e la Repubblica di Argentina, e nel promuovere la pace, la democrazia, la stabilità e la cooperazione internazionale nel mondo sulla base dei principi della Carta delle Nazioni Unite e delle disposizioni del diritto internazionale.»— Zagabria, 5 gennaio 1995[3]"

Questa poi! Che si siano informati bene i Croati?

In conclusione:
la visione del film-documentario 'Diario del saccheggio' di Fernando E. Solanas è fortemente consigliata.