Segue da "Apicoltori a Torino in sciopero della fame contro i neonicotinoidi"

News - author: socratis - posted: 01-08-2011

Torino 20 luglio 2011

Documento letto in sede di audizione e consegnato al Presidente del Consiglio Regionale Valerio Cattaneo.

Oggi abbiamo organizzato un presidio per invocare il “Principio di Precauzione” affinchè
la Regione Piemonte prenda la decisione di vietare i NEONICOTINOIDI e si faccia
promotrice presso il Ministero della Salute affinchè tale divieto sia esteso a tutta Italia.
I NEONICOTINOIDI sono insetticidi sistemici neurotossici (gli insetticidi sistemici, a
differenza di quelli che agiscono per semplice contatto o ingestione, entrano nella linfa
della pianta e ci rimangono per moltissimo tempo) che oltre a danneggiare l’apicoltura
devastano l’ambiente e ci sono fortissimi dubbi che possano danneggiare anche l’uomo.
Per tutti vale l’allarme lanciato dall’Istituto Superiore della Sanità con un documento di
due ricercatori in cui si dice che i neonicotinoidi, in particolare il Thiamethoxam potrebbero avere effetto sugli uomini in quanto sono “interferenti endocrini”, poichè il recettore bersaglio del veleno non è presente solo negli insetti, ma anche nell’uomo, contrariamente a quanto asseriscono i produttori dei neonicotinoidi. La stessa Syngenta
nella sua documentazione preliminare per l’introduzione del thiamethoxam documenta
l’aumentata insorgenza di tumori al fegato e altre anomalie nei mammiferi da laboratorio, ratti e cani, utilizzati per i test.

Questi documenti sono pubblici e disponibili nella loro versione originale anche sul sito
internet www.rfb.it/bastaveleni alla voce documenti scientifici.
Affinché si intraprenda finalmente un percorso di limitazione drastica dei veleni riversati
nell’ambiente, denominati FITOFARMACI e non VELENI per illudere la collettività e
trarre in inganno gli utilizzatori sulla loro vera pericolosità, chiediamo quindi di vietare
da subito quelli del gruppo dei NEONICOTINOIDI, tra i più pericolosi attualmente in uso,
con i cui effetti, come sempre avviene, dovremo fare i conti tra qualche anno.
Poiché il Ministero della Salute si appresta a reintegrare sul mercato i neonicotinoidi per
la concia del mais, sospesi fino ad ottobre, chiediamo alla Regione un fermo impegno
per impedirne il reintegro, trasformando anzi la sospensione del mais a definitiva ed
estendendo il divieto per tutte gli impieghi in agricoltura. Dove ci sono coltivazioni è
indispensabile che sopravvivano le api e gli altri insetti impollinatori. Non è ammissibile,
è fuori da ogni logica, che si possa credere che sia più importante la tutela degli interessi dei produttori di “fitofarmaci/veleni” in confronto a quella del rispetto degli equilibri naturali. In pochissimi giorni da quando abbiamo aperto le adesioni sul sito Internet, si è levato un grido di protesta da tutta Italia da parte di oltre 1600 persone, tra scienziati, ricercatori, professori universitari, medici, veterinari, farmacisti, non semplici e ottusi ambientalisti antiscientifici, preoccupati per il destino dei loro figli e nipoti. Si indignano rispetto a questa mancanza di precauzione adottata dai politici, che lasciano correre e non si appellano appunto a questo caposaldo del nostro ordinamento, che è il “Principio di Precauzione” .
Per chiarire meglio di cosa parlo desidero riportare, alla lettera, una delle premesse
della Commissione Europea sulla strategia da adottare in questi casi:

“I responsabili debbono essere pienamente consapevoli del grado d’incertezza collegato ai risultati della valutazione delle informazioni scientifiche disponibili. Giudicare quale sia un livello di rischio “accettabile” per la società costituisce una responsabilità eminentemente politica. I responsabili, posti di fronte ad un rischio inaccettabile, all’incertezza scientifica e alle preoccupazioni della popolazione, hanno il dovere di trovare risposte. Tutti questi fattori devono quindi essere presi in considerazione.”

Il nostro governo regionale, giustamente in prima fila per l’applicazione di un vero federalismo, provi ad applicarlo già ora, dimostrando nella pratica di voler essere davvero autonomo rispetto alla decisione del ministero che asseconderà invece le richieste delle lobby dell’Agrochimica, reintroducendo a novembre i concianti del mais.
Finora i politici piemontesi da noi sollecitati hanno sempre risposto che “non è di loro
competenza”, che “è una competenza del governo centrale”.
Questo significa fuggire dalle proprie responsabilità in quanto gli strumenti legislativi per
impedire questo disastro ci sono tutti (eventualmente ve li elenchiamo), basta decidere
di applicarli.

Sollecitiamo l’impegno del Presidente del Consiglio Regionale Dr. Valerio Cattaneo, a
fare quello che fece il suo predecessore Cota, quando nel 2004 insieme al governatore
Ghigo, decisero di distruggere i campi di mais OGM in base al principio di precauzione,
con l’obiettivo si salvaguardare quel patrimonio culturale, di immagine, della tipicità dei
nostri prodotti e quindi economico che possono contraddistinguere la nostra regione.
Quella coraggiosa decisione, la prima in Italia ed in Europa, aiutò i legislatori dei governi
europei a decidere per il divieto “precauzionale” di coltivazioni OGM.
Oggi quindi si tratta di prendere ancora una volta una decisione coraggiosa,
dimostrando di non avere, così come allora, nessun legame con gli interessi dei colossi
industriali che tentano di influenzare le scelte politiche.
Bandiamo da subito i neonicotinoidi dal nostro territorio, prima di dover assistere alla
catastrofe economica dettata dalle ormai certe informazioni scientifiche che certificano
la contaminazione dei prodotti dell’alveare da questi veleni.
Da moltissime analisi ufficiali già risulta questo inquinamento, anche dalle nostre, motivo della nostra disperata protesta e già noi non siamo più in grado di vendere i nostri prodotti attestando l’assenza di prodotti chimici: per favore, non aspettate oltre!

In questi giorni sono balzati alla cronaca i risultati degli studi scientifici condotti da una
equipe austriaca dove i neonicotinoidi si rintracciano addirittura già nel miele oltre che
nella frutta e negli ortaggi!
Vi preghiamo di non sottovalutare anche l’aspetto economico che questo inquinamento
causa: le alternative ai trattamenti chimici in questione ci sono.
Lo sanno perfettamente i responsabili dei servizi fitosanitari, e l’agricoltura biologica ne
fa uso da sempre, sopravvivendo e continuando a prosperare, producendo prodotti
ricercatissimi anche all’estero, nonostante non impieghi nessun prodotto tossico e dannoso come quelli impiegati nell’agricoltura convenzionale. Nel caso specifico della
nostra regione, legato alla lotta obbligatoria per la Flavescenza Dorata, i viticoltori
biologici, pur non impiegando i principi attivi chimici in questione, sono ancora lì,
esattamente nella stessa condizione dei loro colleghi convenzionali, anzi ci risulta che in
alcune importanti aziende piemontesi la situazione stia addirittura migliorando.

Quindi non è vero che non esistano alternative, la verità è che forse c’è anche chi NON
NE VUOLE TENERE CONTO!