San Patrignano: Forum Istituzionale sui confini sempre più labili tra sostanze legali e illegali

News - author: guia - posted: 14-10-2011

La giornata si aprirà con il Forum Istituzionale “Dipende da noi” in cui si parlerà dei confini sempre più labili tra sostanze legali e illegali e di come le politiche di riduzione della domanda intendano affrontare quella che appare come una precisa strategia di marketing orientata alla creazione di una società medicalizzata e “dipendente”. Al centro, l’aumento del consumo dei farmaci per motivi non medici che negli USA, dopo la marijuana, rappresentano la principale sostanza d’abuso e che vedono i sedicenni italiani quarti in Europa.
Allen Frances riferirà su - LA MEDICALIZZAZIONE DELLA CONDIZIONE UMANA - Il fenomeno dei farmaci psicoattivi utilizzati per motivi non medici è legato intrinsecamente all’aumento della loro disponibilità nella società e al boom delle malattie la cui cura prevede, appunto, farmaci. Basti pensare che nel 1952, la terza edizione del DSM, il Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali utilizzato dagli psichiatri di tutto il mondo per prescrivere psicofarmaci, vedeva elencati 128 disturbi mentali. Nel 1994 sono saliti a 357 e nel DSM V che uscirà nel 2013, saranno oltre 900. Tra le new entry si prevedono anche gioco d’azzardo e sindrome di astinenza da caffeina. Un fenomeno che porta a chiederci se siamo tutti più malati, se sono gli strumenti diagnostici ad essere cambiati o se è il concetto di malattia ad essersi allargato. Domande che si è posto Allen Frances, professore emerito di psichiatria presso la Duke University School of Medicine di Durham, NC. Dopo essere stato responsabile della task force che ha redatto il DSM IV, da qualche anno ne è diventato uno dei critici più convinti.
Al WeFree Day, Frances presenterà gli ultimi dati in materia, che qui riassume così. “Secondo il National Institute of Mental Health, il 20-25% della popolazione adulta degli Stati Uniti, circa 45 milioni di persone, soffre di una qualche forma di disordine mentale. Mi chiedo come sia possibile. Al 40% dei bambini viene diagnosticato un disturbo bipolare mentre si stima che entro i 32 anni di età al 50% della popolazione viene diagnosticata una sindrome di ansia, al 40% un qualche disturbo dell’umore o una forma di dipendenza. Poiché nell’ambiente non sono avvenute modifiche di tale entità, è la griglia diagnostica ad essersi allargata”. La cosa ci ha messo poco a fare breccia tra le fila delle case farmaceutiche e da quel momento i rapporti tra industria e medici universitari si è rafforzato fino al punto che si stima che dei 170 psichiatri preposti alla redazione dell'ultima edizione del DSM, oltre il 70% conta rapporti di lavoro con le corporation del farmaco.
Ray Wagner parlerà degli – ANTIDOLORIFICI PER L’ANIMA, IL CASO OXYCONTIN - Parliamo di farmaci psicotropi, quelli che di solito si prendono solo su prescrizione medica come sedativi, antidepressivi, stimolanti e, in particolare, antidolorifici oppioidi. Proprio i farmaci contro il dolore cronico, nati per alleviare alcune tra le condizioni di salute più gravi, sono i più gettonati. Dal Vicodin, il famoso aiutino del Dott. House, all’Oxycontin, antidolorifici potentissimi che oltre a togliere il dolore, sono in grado di procurare uno stato di alterazione che nulla ha da invidiare a quello procurato dall'eroina. Complice una serrata operazione di marketing ad opera della Purdue Pharma, in grandi città come New York o Toronto l’Oxycontin ha letteralmente rimpiazzato l’eroina tanto da essere chiamata, in slang, “hillbilly heroin”.
Uscita sul mercato nel 1995, l’Oxycontin si è diffusa in fetta arrivando a vendite per 1 miliardo di dollari nel 2001 per poi raggiungere quota 2.5 miliardi nel 2008. Sono anni in cui, causa la guerra in Afghanistan, di eroina in giro ce ne è poca. Contemporaneamente, la casa produttrice, la Purdue Pharma mette in atto una serrata operazione di marketing: 40 tra congressi e seminari formativi in soli 4 anni, una partecipazione, tutta spesata, di oltre 5000 tra medici, infermieri e farmacisti. Studi di mercato per individuare i dottori dalla ricetta facile ma, soprattutto, una grossa strategia di disinformazione. Pur sapendo che il rischio di dipendenza può raggiungere il 50% la Purdue dichiara che poco si discosta dal 1%. Una falsità che negli USA è costata 646 milioni di dollari di penale. Ora anche il Canada, che dopo gli Stati Uniti è il paese più colpito dal problema, si appresta a chiedere i danni attraverso una causa collettiva guidata dall’avvocato Ray Wagner.
Il caso verrà presentato al WeFree Day. “Noi non rappresentiamo persone che sono diventate dipendenti da Oxycontin perché in cerca di uno sballo facile ma casalinghe, professionisti, studenti che si sono visti rovinare la vita dopo essere entrati nello studio di un medico”. L’ITALIA…INSEGUE IL “SOGNO” AMERICANO. In Italia la situazione non è ancora a livelli degli Stati Uniti ma ci stiamo arrivando. Secondo dati Espad, i sedicenni italiani sono quarti in Europa per il consumo di tranquillanti e sedativi senza prescrizione medica e quindi per ottenere altri effetti. Sopra tutti, i farmaci per l’iperattività, un anfetamine-mimetico che in assenza della patologia ha effetti eccitanti. I giovani, complice Internet, sanno bene che se prendono un ipnotico o un barbiturico e lo associano all’alcol l’effetto di quest’ultimo viene amplificato. Insomma, siamo di fronte ad una generazione di consumatori consapevoli che, in una società invasa dai farmaci, hanno accesso a questi medicinali a partire dall’armadietto nel bagno dei genitori.
A parlare della situazione italiana vi sarà il Capo del Dipartimento Antidroga Giovanni Serpelloni e ancora più nello specifico, relativamente alla medicalizzazione dell’infanzia e all’utilizzo epidemico di Ritalin per contrastare iperattività e deficit di attenzione, sarà presente Emilia Costa, Professore di Psichiatria alla Sapienza Università di Roma e decano del Comitato Scientifico di “Giù le mani dai bambini Onlus”.
La prospettiva italiana, vedrà il contributo anche di Gilberto Gerra, Direttore Prevenzione e Salute presso l’UNODC Italia, Fabrizio Oleari, Capo Dipartimento Prevenzione e Comunicazione presso il Ministero della Salute e Valentina Aprea, presidente della Commissione Cultura presso la Camera dei Deputati.