Belgrado ha voglia d’Europa: Noi, la porta dell’Occidente

News - author: titanus - posted: 03-11-2011

Il 12 ottobre di quest’anno la Commissione europea ha adottato la propria opinione sul «dossier Serbia» raccomandando che al Paese balcanico fosse conferito lo status di «candidato membro» dell’Unione. A giudicare le aspirazioni continentali della nazione saranno i 27 Paesi aderenti all’Ue nell’ambito di un dibattito promosso dal Consiglio europeo che avrà inizio nella prima metà di dicembre. Il cammino della Serbia verso l’Europa è iniziato nell’ottobre 2000, con l’avvio di una serie di riforme democratiche per mezzo delle quali il Paese ha cercato di chiudere uno dei capitoli più dolorosi della sua storia: la crisi della ex federazione, lo smembramento, il predominio di Slobodan Miloševic e del suo Partito Socialista di Serbia (Sps), erede della Lega dei Comunisti jugoslavi, la guerra ventennale e i bombardamenti della Nato. «Ancora ne portiamo i segni addosso» spiega Srbobran.

Belgrado ne è un esempio, non solo per le ferite visibili sui muri dei propri edifici, ma per quella dicotomia che contraddistingue il suo animo. Frizzante, divertente, occidentale per alcuni versi come dimostrano i tanti locali pubblici, le migliaia di giovani griffati Nike, Adidas e Prada che animano la città, l’Art Hotel in stile modern-decò, e l’ateneo cittadino «okkupato e in rivolta» per il caro-libri, ma anche profondamente cristiano-ortodossa.

Sullo sfondo c’è un Paese che cerca di riscattarsi da una crisi politica ed economica che lo ha visto prima scontare vent’anni di conflitti, poi diventare vittima (senza troppe colpe) di quella crisi finanziaria che dopo aver azzoppato i protagonisti della vita economica del pianeta, ha gambizzato le comparse. Eppure ciò non impedisce alla Serbia di guardare all’Europa e di procedere all’iscrizione nel club dei candidati, dopo aver proceduto a una serie di iniziative importanti.

«Siamo riusciti a ottenere la liberalizzazione dei visti, una delle priorità per far parte dell’Unione. Abbiamo avviato una importante riforma del sistema giudiziario, c’è stata una campagna di lotta al crimine e alla corruzione, quindi la normalizzazione dei rapporti con i vicini», sottolinea Srdjan Majstorovic, responsabile dell’ufficio per l’Integrazione nella Ue. Poi c’è il grande capitolo delle riforme economiche, quelle attraverso le quali il Paese mira a rilanciare la crescita e abbattere la disoccupazione che, se in linea generale si aggira vicino al 20%, sul piano giovanile sfiora la quota orbitale del 50%.

(Fonte: la stampa.it)