Mattarella: Il potere come servizio

Opinion - author: Giuseppe Luca - posted: 05-01-2016

Non ricordo di avere visto un Presidente della Repubblica fare il suo discorso di fine anno, non davanti al tavolo nell’austero studio del Quirinale, ma seduto a cavalcioni su una sedia nel salotto del suo studio privato, accanto a un camino spento e con vista il Presepe e una stella di Natale. E se, a volte, un linguaggio non verbale, un segno, un simbolo, un gesto, incide di più della parola, credo che la “posizione” di Sergio Mattarella si possa leggere come un invito necessario a testimoniare che l’esercizio del potere/autorità si debba esercitare come un responsabile servizio ai cittadini. Chi ha percepito la logica della traduzione del potere in servizio e si è messo in ascolto senza pregiudizi, avrà intuito subito che il suo sarebbe stato un discorso “scontato” dando, però, all’aggettivo il significato di ”consequenziale” e, quindi, non avrebbe ascoltato proclami secondo la liturgia politica che, comunque, il Presidente aveva già utilizzato “ incontrando gli ambasciatori degli altri Paesi in Italia…e i rappresentanti delle nostre istituzioni”. Ma davvero il Presidente è entrato in sintonia da italiano con gli italiani riflettendo su quanto di positivo o di negativo ha toccato il cuore di noi tutti in questo 2015? Quali sono le “piaghe” aperte di questo cuore e quali le luci che potrebbero e dovrebbero illuminare il loro futuro? Personalmente credo di aver percepito questa “ sintonia” anche notando come quel labile sorriso proprio di Mattarella, diventava più o meno accentuato a secondo dei riferimenti alle “ principali difficoltà e alle principali speranze della vita di ogni giorno” Il primo “bisturi” del Presidente, si è indirizzato sul lavoro, sui giovani che senza occupazione non possono programmare il proprio futuro con la serenità necessaria, sugli anziani che “il lavoro l’hanno perduto e faticano a trovarne un altro e che vivono con la preoccupazione dell'avvenire della propria famiglia”, su tutta l’Italia che “resterà indietro senza una crescita del Meridione”.
Apprezzabile la constatazione dell’insufficiente occupazione femminile, delle donne che “fanno fronte a impegni molteplici e tanti compiti, e devono fare ancora i conti con pregiudizi e arretratezze. Con una parità di diritti enunciata ma non sempre assicurata; a volte persino con soprusi o con violenze” e il pensiero particolare alle persone con disabilità, agli anziani che sono o si sentono soli, ai malati”. Un altro” bisturi” si è posato sull’evasione fiscale come elemento che ostacola le prospettive di crescita ricordando che secondo studi recenti calcolano” che anche soltanto dimezzando l'evasione si potrebbero creare oltre trecentomila posti di lavoro: gli evasori danneggiano la comunità nazionale e danneggiano i cittadini onesti. Le tasse e le imposte sarebbero decisamente più basse se tutti le pagassero. Riferendosi all’allarme per l’inquinamento ha invitato le istituzioni, nazionali e locali, a un impegno sempre maggiore e ha ricordato che “Il compito di difendere l'ambiente, peraltro, ricade in parte su ciascuno di noi.” Attualissimo il richiamo sul terrorismo fondamentalista che “ cerca di portare la sua violenza nelle città d'Europa, dopo aver insanguinato le terre medio-orientali e quelle africane. Realizzare condizioni di pace e stabilità per i popoli di quei Paesi è la prima risposta necessaria, anche per difendere l'Europa e noi stessi. Il terrorismo ci vuole impaurire e condizionare. Non glielo permetteremo. Difenderemo le conquiste della nostra civiltà e la libertà delle nostre scelte di vita.”. Riferendosi alla problematica dell’immigrazione, un fenomeno che nasce da cause mondiali e che durerà a lungo, il Presidente, dopo avere ricordato che “occorrono regole comuni per distinguere chi fugge da guerre o persecuzioni e ha, quindi, diritto all'asilo, e altri migranti che vanno invece rimpatriati, sempre assicurando loro un trattamento dignitoso”, puntualizza con forza e chiarezza “chi è in Italia deve rispettare le leggi e la cultura del nostro Paese. Deve essere aiutato ad apprendere la nostra lingua, che è un veicolo decisivo d’integrazione.”. “Quegli immigrati che commettono reati devono essere fermati e puniti, come del resto avviene per gli italiani che delinquono. Quelli che sono pericolosi vanno espulsi.
Le comunità straniere in Italia sono chiamate a collaborare con le istituzioni contro i predicatori di odio e contro quelli che praticano violenza”. Non poteva tralasciare di riflettere sul fenomeno di chi corrompe e di chi si fa corrompere di chi “ ruba, di chi inquina, di chi sfrutta, di chi in nome del profitto calpesta i diritti più elementari”. Evidente, credo, molta sintonia di priorità, di stile e di temi nel riferimento al messaggio di Papa Francesco definito “un messaggio forte che invita alla convivenza pacifica e alla difesa della dignità di ogni persona” e che “con un’espressione laica potremmo tradurre quel messaggio in comprensione reciproca, un atteggiamento che spero si diffonda molto nel nostro vivere insieme”.
Quali le luci? Il Presidente è del parere che la condizione economica dell'Italia va migliorando anche perché “moltissimi nostri concittadini hanno operato con impegno e con senso di responsabilità, in settori diversi e con compiti differenti. Hanno contribuito in questo modo, malgrado la crisi, a tenere in piedi l'economia italiana. A tutti loro desidero render merito ed esprimere grande riconoscenza”. Riconosce che sono molti gli immigrati che rispettano le nostre leggi, lavorano onestamente e con impegno, contribuiscono al nostro benessere e anche al nostro sistema previdenziale, versando alle casse dello Stato più di quanto ne riceva. Sono giovani che si sono preparati, hanno studiato, posseggono talenti e capacità e vorrebbero contribuire alla crescita del nostro Paese. E' confortante vedere la formazione di molti movimenti spontanei, l'impegno di tanti che si mobilitano per riparare danni provocati dall'incuria e dal vandalismo, e difendono il proprio ambiente di vita, i parchi, i siti archeologici. Le nostre Forze di polizia e i nostri servizi di sicurezza stanno agendo con serietà e con competenza per difendere la tranquillità della nostra vita. Il pericolo esiste ma si sta operando con grande impegno per prevenirlo. Negli ultimi anni è cresciuta la sensibilità per il valore della legalità. “Soprattutto i più giovani esprimono il loro rifiuto per comportamenti contrari alla legge perché capiscono che malaffare e corruzione negano diritti, indeboliscono la libertà e rubano il loro futuro. Contro le mafie stiamo conducendo una lotta senza esitazioni, e va espressa riconoscenza ai magistrati e alle forze dell'ordine che ottengono risultati molto importanti. La quasi totalità dei nostri concittadini crede nell'onestà. Pretende correttezza. La esige da chi governa, a ogni livello; e chiede trasparenza e sobrietà. Chiede rispetto dei diritti e dei doveri. Sono numerosi gli esempi di chi reagisce contro la corruzione, di chi si ribella di fronte alla prepotenza e all'arbitrio. “Sappiamo tutti che quando si parla di noi italiani le prime parole che vengono in mente sono genio, bellezza, buon gusto, inventiva, creatività. “L'Italia è ricca di persone e di esperienze positive” Saranno queste le luci che potrebbero illuminare il nostro futuro e rafforzare la nostra speranza? Riconosco che la mia “lettura” del messaggio di Mattarella, potrebbe essere vista molto orientata all’ottimismo della volontà, quasi figlia di una cultura di mediazione del dopoguerra o degli anni del boom economico e dello sviluppo industriale. Oggi, è inesorabilmente vero che la ragione suggerisce di affrontare i gravi problemi che sembrano quotidianamente accentuarsi, quali ad esempio, i privilegi dei pochi, la disoccupazione giovanile, il carico fiscale ormai insopportabile...... La mia scelta è stata volontaria per non spegnere del tutto la tenue fiammella della speranza. In ogni caso, l’onere e il dovere d’interventi urgenti e decisivi che mantengano alta la speranza, non spettano prioritariamente al Presidente della Repubblica ma ad altre istituzioni, quali il governo e il Parlamento. Credo, comunque, che sia doveroso ringraziare il Presidente per il suo messaggio rivolto da “italiano agli italiani” e condividere l’augurio speciale rivolto “ a tutti i bambini nati nel 2015 che hanno portato gioia nelle loro famiglie e recano speranza per il futuro della nostra Italia”
Giuseppe Luca, direttore responsabile della “Letterina”. pippo.luca@alice.it