Istituzioni e politica

Rivoluzioni nel Nord Africa e ripercussioni sull'Italia: i gravi pericoli che ci attendono

Lo sbarco di alcune centinaia di tunisini a Lampedusa in questi giorni costituiscono un campanello di allarme: la situazione di grandi difficoltà in cui versano quei paesi é destinata ad ingrossare le file degli immigrati clandestini.
Se la situazione dovesse aggravarsi, come tutto lascia presagire per la crisi economica che investe buona parte del mondo, la penuria di cibo e l'indigenza crescente potrebbero mettere in moto alcuni milioni di persone nel prossimo decennio.
L'editoriale cerca di analizzare questa situazione

Editoriale: 
Autore: 
titanus

Inghilterra: le leggi scelte dagli elettori

L'idea di creare una sorta di democrazia diretta grazie alle nuove tecnologie e di avvicinare i cittadini alla politica di tutti i giorni non è affatto nuova: è stata pensata sin dagli albori di Internet. Ma come racconta un recente articolo del Guardian di Londra il governo inglese potrebbe essere il primo in Occidente a tradurre questo possibilità in realtà: in questi giorni il primo ministro David Cameron sta pensando di dedicare alcune pagine del sito web governativo esclusivamente alle petizioni pubbliche. Le più votate dovrebbero essere discusse in Parlamento e successivamente potrebbero diventare leggi dello Stato.
Secondo il progetto del governo le e-petizioni sottoscritte da almeno 100.000 votanti saranno sempre discusse alla Camera dei Comuni, mentre sullo stesso sito web dovrebbe essere pubblicati svariati progetti di leggi: saranno proprio gli utenti-elettori a giudicare quali sono quelli prioritari e necessari al paese e la loro decisione porterà le proposte più velocemente all'esame in Parlamento.

(Fonte: corriere.it)

Per la regione Lazio il TG3 é pornografia

Volendo accedere dai PC del consiglio regionale del Lazio al sito del TG3 compare da qualche settimana la scritta "la pagina che si sta tentando di aprire é categorizzata come pornografia".
Questo succede solo per il TG3 e non per tutti gli altri.

(Fonte: leggo.it)

Il fenomeno della corruzione in Italia: un po' di cifre

Il rapporto di Trasparency International, che ha sentito 91.000 persone, rivela per quanto concerne l’Italia:
oltre un milione di italiani ha pagato tangenti o è stata concussa. Si tratta del 3,8% della popolazione adulta.
Nell’opinione degli italiani al 2010 questi sono i settori più permeabili alla corruzione:
- partiti politici: 80%
- parlamento: 61%
- polizia: 59%
- enti religiosi 53%
- settori privati: 52%
- enti giudiziari: 43%
- media: 41%
- scuola: 39%
- ONG: 31%
Il 40% degli italiani non si fida di nessuna di queste istituzioni. Il 60% pensa che negli ultimi anni la situazione sia peggiorata.

(Fonte: metronews.it)

Anno 2004, Oriana Fallaci in versione "preveggente" parla di Fini

http://ilpensieroverde.blogspot.com
Signor Vicepresidente del Consiglio, Lei mi ricorda Palmiro Togliatti. Il comunista piú odioso che abbia mai conosciuto, l'uomo che alla Costituente fece votare l'articolo 7 ossia quello che ribadiva il Concordato con la Chiesa Cattolica. E che pur di consegnare l'Italia all'Unione Sovietica era pronto a farci tenere i Savoia, insomma la monarchia. Non a caso quelli del la Sinistra La trattano con tanto rispetto anzi con tanta deferenza, su di Lei non rovesciano mai il velenoso livore che rovesciano sul Cavaliere, contro di Lei non pronunciano mai una parola sgarbata, a Lei non rivolgono mai la benché minima accusa.
Come Togliatti é capace di tutto. Come Togliatti è un gelido calcolatore e non fa mai nulla, non dice mai nulla, che non abbia ben soppesato ponderato vagliato per Sua convenienza. (E meno male se, nonostante tanto riflettere, non ne imbrocca mai una). Come Togliatti sembra un uomo tutto d'un pezzo, un tipo coerente, ligio alle sue idee, e invece é un furbone. Un maestro nel tenere il piede in due staffe. Dirige un partito che si definisce di Destra e gioca a tennis con la Sinistra. Fa il vice di Berlusconi e non sogna altro che detronizzarlo, mandarlo in pensione. Va a Gerusalemme, con la kippah in testa piange lacrime di coccodrillo allo Yad Vashem, e poi formica nel modo piú sgradevole coi figli di Allah. Vuole dargli il voto, dichiara che "lo meritano perché pagano le tasse e vogliono integrarsi anzi si stanno integrando".
Quando ci sbalordì con quel colpo di scena ne cercai le ragioni. E la prima cosa che mi dissi fu: buon sangue non mente. Pensai cioé a Mussolini che nel 1937 (l'anno in cui Hider incominció a farsela col Gran Muftí zio di Arafat) si scopre "protettore dell'Islam" e va in Libia dove, dinanzi a una moltitudine di burnus, il kadì d'Apollonia lo riceve tuonando: "0 Duce! La tua fama ha raggiunto tutto e tutti! Le tue virtú vengono cantate da vicini e lontani!". Poi gli consegna la famosa spada dell'Islam. Una spada d'oro massicio, con l'elsa tempestata di pietre preziose. Lui la sguaina, la punta verso il sole, e con voce roboante esclama: "L'Italia fascista intende assicurare alle popolazioni mussulmane la pace, la giustizia, il benessere, il rispetto alle leggi del Profeta, vuole dimostrare al mondo la sua simpatia per l'Islam e pei mussulmani!". Quindi salta su un bianco destriero e seguito da ben duemilaseicento cavalieri arabi si lancia al galoppo nel deserto del futuro Gheddafi. Ma erravo. Quel colpo di scena non era una reminiscenza sentimentale, un caso di mussolinismo. Era un caso di togliattismo cioé di cinismo, di opportunismo, di gelido calcolo per procurarsi l'elettorato di cui ha bisogno per competere con la Sinistra e guidare in prima persona l'equivoco oggi chiamato Destra. Signor Vice presìdente del Consiglio, nonostante la Sua aria quieta ed equilibrata Lei é un uomo molto pericoloso. Perché ancor piú degli ex-democristiani (che poi sono i soliti democristiani con un nome diverso) può usare a malo scopo il risentimento che gli italiani come me esprimono nei riguardi dell'equivoco oggi chiamato Sinistra. E perché, come quelli della Sinistra, mente sapendo di mentire. Pagano le tasse, i Suoi protetti islamici?!? Quanti di loro pagano le tasse?! ? Clandestini a parte, spacciatori di droga a parte, prostitute e lenoni a parte, appena un terzo un po' di tasse! Non le capiscono nemmeno, le tasse. Se gli spiega che servono ad esempio per costruire le strade e gli ospedali e le scuole che anch'essi usano o per fornirgli i sussidi che ricevono dal momento in cui entrano nel nostro paese, ti rispondono che no: si tratta di roba per truffare loro, derubare loro. Quanto al Suo vogliono-integrarsi, si stanno integrando, chi crede di prendere in giro?!?
Uno dei difetti che caratterizzano voi politici la presunzione di poter prendere in giro la gente, trattarla come se fosse cieca o imbecille, dargli a bere fandonie, negare o ignorare le realtá piú evidenti. Piú visibili, piú tangibili, piú evidenti. Ma stavolta no, signor mio. Stavolta Lei non puó negare ciò che vedono anche i bambini. Non puó ignorare ció chee ogni giomo, ogni momento, avviene in ogni cittá e in ogni villaggio d'Europa. In Italia, in Francia, in Inghilterra, in Spagna, in Germania, in Olanda, in Danimarca, ovunque si siano stabiliti. Rilegga quel che ho scritto su Marsiglia, su Granada, su Londra, su Colonia. Guardi il modo in cui si comportano a Torino, a Milano, a Bologna, a Firenze, a Roma. Perbacco, su questo pianeta nessuno difende la propria identitá e rifiuta d'integrarsi come i mussulmani. Nessuno. Perché Maometto la proibisce, l'integrazione. La punisce. Se non lo sa, dia uno sguardo al Corano. Si trascriva le sure che la proibiscono, che la puniscono. Intanto gliene riporto un paio. Questa, ad esempio: "Allah non permette ai suoi fedeli di fare amicizia con gli infedeli. L'amicizia produce affetto, attrazione spirituale. Inclina verso la morale e il modo di vivere degli infedeli, e le idee degli infedeli sono contrarie alla Sharia. Conducono alla perdita dell'indipendenza, dell'egemonia, mirano a sormontarci. E l'Islam sormonta.
Non si fa sormontare". Oppure questa: "Non siate deboli con il nemico. Non invitatelo alla pace. Specialmente mentre avete il sopravvento. Uccidete gli infedeli ovunque si trovino. Assediateli, combattete li con qualsiasi sorta di tranelli". In parole diverse, secondo il Corano dovremmo essere noi ad integrarci. Noi ad accettare le loro leggi, le loro usanze, la loro dannata Sharia. Signor Fini, ma perché come capolista dell'Ulivo non si presenta Lei?».

Oriana Fallaci
New York, Gennaio 2004

Saviano: per molti va bene così, per me non basta la parola

Non mi piace Gomorra. Lo considero uno dei libri più comprati e meno letti degli ultimi dieci anni. Come La Rabbia e l’orgoglio di Oriana Fallaci e Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi. Libri scelti dai lettori quasi sempre per partito preso. Spesso messi sullo scaffale e lì lasciati. Citati, elogiati, recensiti, ma letti probabilmente molto meno di quanto si pensi. Gomorra lo comprai con tante buone intenzioni ma feci una fatica enorme a leggerlo per intero. Scritto male, a tratti sgrammaticato, zuppo di presunzione. Quando arrivai alle pagine in cui Saviano scimmiotta Pasolini lanciandosi in un lunghissimo “Io so”, la tentazione di buttare il libro fu fortissima.

Il pessimo monologo su Neda
La mia diffidenza per Saviano è cresciuta dopo aver visto il suo monologo televisivo (ospite di Fabio Fazio, ça va sans dire) su Neda, la ragazza iraniana uccisa a Teheran in una manifestazione dopo i brogli elettorali del giugno 2009. L’orazione di Saviano si basava su assunti fasulli: Neda sarebbe stata uccisa perché “a volto scoperto”, perché “era al cellulare per strada”, perché “reclamava il diritto a guidare”. Affermazioni a cui corrispondono altrettanti luoghi comuni sull’Iran, Paese che evidentemente Saviano non conosce, ma sul quale si sente autorizzato a sproloquiare. Perché in Iran le donne subiscono certamente tante ingiustizie, ma guidano eccome (persino i taxi e gli autobus, ma guarda un po’), lavorano, e passano anche tanto tempo in strada attaccate al cellulare (certe abitudini sono evidentemente globali). Forse Saviano avrà confuso l’Iran con l’Arabia Saudita, chissà.

Le castronerie sull’omicidio Impastato
Saviano è fallace e distratto non solo sull’Iran, ma anche sul tema che più gli dovrebbe essere a cuore: la mafia. I giornali non ne hanno parlato, ma il 4 ottobre 2010 il centro studi Peppino Impastato – intitolato al giornalista ucciso dalla mafia nel 1978 - ha inviato alla casa editrice Giulio Einaudi una diffida per il libro di Saviano 'La parola contro la camorra' . Nel libro si sostiene che il film 'I cento passi' di Marco Tullio Giordana (2000) fece “riaprire il processo” (sic) ai responsabili dell’omicidio Impastato. A parte l’evidente castroneria giuridica (casomai si riapre un’indagine, non un processo…), Saviano ignora alcuni elementi fondamentali della vicenda: il primo processo contro Vito Palazzolo cominciò nel 1999, un anno prima dell’uscita del film di Giordana. Il processo contro Gaetano Badalamenti si aprì nel gennaio del 2000, comunque molti mesi prima della presentazione del film. Non solo: la Commissione parlamentare antimafia già dal 1998 indagava sul depistaggio delle indagini. E altri errori grossolani sulla vicenda sono stati riscontrati da amici e parenti di Impastato nel libro La bellezza e l'inferno.

Lo scrittore non ha replicato e non ha accettato un confronto pubblico con i responsabili del Centro Impastato. I media (tutti o quasi) hanno taciuto.

Il guaio è che tutto quello che dice viene orami preso per verità assoluta da tantissime persone. E qui veniamo al dunque. Che ci piaccia o meno, Saviano è un logo, una moda. È uno dei nomi a cui una parte di italiani delega le proprie scelte politiche e culturali. Saviano, basta la parola. E sono tutti contenti. A cominciare dal suo editore (ah già, piccolo dettaglio, pubblica con Mondadori ed Einaudi), felice di vendere tante copie di un autore che dovrebbe essere un suo antagonista ma è in realtà una delle tante persone sul suo libro paga.

La deprimente euforia per il duo Fazio/Saviano
La cosiddetta stampa democratica e di sinistra si compiace degli ottimi ascolti di Vieni via con me, per una sera diretta concorrente del Grande Fratello berlusconiano. Ma siamo sicuri che siano due prodotti culturali così diversi?

Lo so, per molti questa potrebbe suonare quasi come una bestemmia. Ma cosa c’è di nuovo, di profondo, di “alto” nel nuovo programma della premiata ditta Fazio/Saviano? Basta che si pronunci il nome di Falcone e la platea si spella le mani in un applauso obbligato e quindi falso. Per il resto, il suo è il solito monologo superficiale e lacunoso, tanto più sgradevole perché dichiaratamente “pedagogico”.

Ma a tanti va bene così, perché “basta” così. Saviano rappresenta la modica quantità di cultura e coscienza civile tollerabile dagli italiani. Un marchio da scegliere e acquistare. Per il profitto di pochi e il quieto vivere di molti.

Fonte: www.ilcassetto.it
articolo di Antonello Sacchetti

Quanti sono gli intercettati? Verità e mistificazione

Lo slogan berlusconiano: “Siamo tutti intercettati” induce a fare chiarezza su questo punto, perché gli slogan di solito sono una cosa e la realtà quasi sempre è un po’ diversa. E' qunto cerca di fare l'articolo.

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albatros
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