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Baby prostituzione, dalla strada alla rete

Si tratta di preadolescenti che vendono il loro corpo, non nei paesi poveri, bensì in città italiane, in cui giovani benestanti pur di apparire, potersi comprare l’ultimo modello di I-pod piuttosto che un telefonino di ultima generazione o abiti griffati, offrono prestazioni sessuali nei bagni della scuola o si mostrano in internet con lo scopo di essere guardati e pagati, magari in cambio anche di una ricarica telefonica.

Indagine Censis su giovani e alcool, cresce il consumo di birra (59%) preferita anche al vino

Il vino pare passato di moda, al suo posto i giovani italiani preferiscono la birra e i superalcolici.
Cresce la tendenza a bere fuori dai pasti, aumentano i fruitori moderati e le donne bevitrici, calano i consumatori eccessivi e si affaccia sulla scena una nuova categoria a rischio, quella dei giovani.
E' questo il quadro che emerge da un’indagine fatta dal Censis per l’Osservatorio permanente sui giovani e l’alcool, in occasione dei suoi vent'anni di attività.
Secondo i dati dell’Istituto di ricerca, dal 1991 al 2011, tre quarti dei giovani tra i 15 e i 24 anni ha affermato di essere consumatore di almeno una bevanda alcolica.
Al primo posto la birra (59%), seguita da vino (percentuale oscillante tra il 40 e il 50%), aperitivi (30-40%) e superalcolici (20-30%).
In vent'anni il consumo di aperitivi è salito del 10%, quello di superalcolici del 20%.
Anche per la birra si registra lo stesso trend.

Fonte: www.clandestinoweb.com

Sequestri di cocaina: per l’Italia il 2011 è l’anno record

In Italia il 2011 sarà l’anno record di sequestri di cocaina per almeno gli ultimi 7 anni. È quanto si evince mettendo in relazione i dati ufficiali dalla Direzione centrale dei servizi antidroga (Dcsa) del Ministero dell’Interno aggiornati per l’anno in corso a settembre 2011. Secondo i dati ufficiali, infatti, nei primi nove mesi dell’anno sono state sequestrate ben 4,65 tonnellate di cocaina, più del doppio di quella sottratta al traffico per lo stesso periodo (gennaio-settembre) dello scorso anno e già una tonnellata in più rispetto al 2010, nonostante ai dati del 2011 manchino ancora all’appello tre mesi di sequestri. Nel 2010, infatti, le forze dell’ordine hanno intercettato 3,6 tonnellate di polvere bianca. Secondo i dati, raccolti da Narcoleaks, un progetto nato per monitorare i sequestri di cocaina in tutto il mondo, a metà ottobre i sequestri realizzati in Italia fanno salire ancora il dato ben oltre le 5 tonnellate.

Un raddoppio dei sequestri che non trova pari, per quanto riguarda i dati parziali dell’anno in corso, nelle altre droghe. Diminuiscono tra i sequestri quelli di cannabis ed eroina. Nei primi nove mesi del 2010, infatti, sono stati sequestrati 659,47 chilogrammi di eroina, mentre nello stesso periodo dell’anno in corso i sequestri hanno permesso di rimuovere dalla strada 428,83 chilogrammi della stessa droga. Un trend che vede anche la cannabis scendere dalle 19,9 tonnellate alle 19,7 sequestrate dalle autorità. Crescono nel complesso le operazioni antidroga: nel 2011 sono state eseguite 16mila operazioni ( 1.264 operazioni in più rispetto al periodo gennaio-settembre 2010) che hanno portato alla segnalazione di 24mila persone e all’arresto oltre 19mila persone, contro i 18mila arresti eseguiti nello stesso periodo del 2010.

Fonte: redattoresociale.it

San Patrignano: Forum Istituzionale sui confini sempre più labili tra sostanze legali e illegali

La giornata si aprirà con il Forum Istituzionale “Dipende da noi” in cui si parlerà dei confini sempre più labili tra sostanze legali e illegali e di come le politiche di riduzione della domanda intendano affrontare quella che appare come una precisa strategia di marketing orientata alla creazione di una società medicalizzata e “dipendente”. Al centro, l’aumento del consumo dei farmaci per motivi non medici che negli USA, dopo la marijuana, rappresentano la principale sostanza d’abuso e che vedono i sedicenni italiani quarti in Europa.
Allen Frances riferirà su - LA MEDICALIZZAZIONE DELLA CONDIZIONE UMANA - Il fenomeno dei farmaci psicoattivi utilizzati per motivi non medici è legato intrinsecamente all’aumento della loro disponibilità nella società e al boom delle malattie la cui cura prevede, appunto, farmaci. Basti pensare che nel 1952, la terza edizione del DSM, il Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali utilizzato dagli psichiatri di tutto il mondo per prescrivere psicofarmaci, vedeva elencati 128 disturbi mentali. Nel 1994 sono saliti a 357 e nel DSM V che uscirà nel 2013, saranno oltre 900. Tra le new entry si prevedono anche gioco d’azzardo e sindrome di astinenza da caffeina. Un fenomeno che porta a chiederci se siamo tutti più malati, se sono gli strumenti diagnostici ad essere cambiati o se è il concetto di malattia ad essersi allargato. Domande che si è posto Allen Frances, professore emerito di psichiatria presso la Duke University School of Medicine di Durham, NC. Dopo essere stato responsabile della task force che ha redatto il DSM IV, da qualche anno ne è diventato uno dei critici più convinti.
Al WeFree Day, Frances presenterà gli ultimi dati in materia, che qui riassume così. “Secondo il National Institute of Mental Health, il 20-25% della popolazione adulta degli Stati Uniti, circa 45 milioni di persone, soffre di una qualche forma di disordine mentale. Mi chiedo come sia possibile. Al 40% dei bambini viene diagnosticato un disturbo bipolare mentre si stima che entro i 32 anni di età al 50% della popolazione viene diagnosticata una sindrome di ansia, al 40% un qualche disturbo dell’umore o una forma di dipendenza. Poiché nell’ambiente non sono avvenute modifiche di tale entità, è la griglia diagnostica ad essersi allargata”. La cosa ci ha messo poco a fare breccia tra le fila delle case farmaceutiche e da quel momento i rapporti tra industria e medici universitari si è rafforzato fino al punto che si stima che dei 170 psichiatri preposti alla redazione dell'ultima edizione del DSM, oltre il 70% conta rapporti di lavoro con le corporation del farmaco.
Ray Wagner parlerà degli – ANTIDOLORIFICI PER L’ANIMA, IL CASO OXYCONTIN - Parliamo di farmaci psicotropi, quelli che di solito si prendono solo su prescrizione medica come sedativi, antidepressivi, stimolanti e, in particolare, antidolorifici oppioidi. Proprio i farmaci contro il dolore cronico, nati per alleviare alcune tra le condizioni di salute più gravi, sono i più gettonati. Dal Vicodin, il famoso aiutino del Dott. House, all’Oxycontin, antidolorifici potentissimi che oltre a togliere il dolore, sono in grado di procurare uno stato di alterazione che nulla ha da invidiare a quello procurato dall'eroina. Complice una serrata operazione di marketing ad opera della Purdue Pharma, in grandi città come New York o Toronto l’Oxycontin ha letteralmente rimpiazzato l’eroina tanto da essere chiamata, in slang, “hillbilly heroin”.
Uscita sul mercato nel 1995, l’Oxycontin si è diffusa in fetta arrivando a vendite per 1 miliardo di dollari nel 2001 per poi raggiungere quota 2.5 miliardi nel 2008. Sono anni in cui, causa la guerra in Afghanistan, di eroina in giro ce ne è poca. Contemporaneamente, la casa produttrice, la Purdue Pharma mette in atto una serrata operazione di marketing: 40 tra congressi e seminari formativi in soli 4 anni, una partecipazione, tutta spesata, di oltre 5000 tra medici, infermieri e farmacisti. Studi di mercato per individuare i dottori dalla ricetta facile ma, soprattutto, una grossa strategia di disinformazione. Pur sapendo che il rischio di dipendenza può raggiungere il 50% la Purdue dichiara che poco si discosta dal 1%. Una falsità che negli USA è costata 646 milioni di dollari di penale. Ora anche il Canada, che dopo gli Stati Uniti è il paese più colpito dal problema, si appresta a chiedere i danni attraverso una causa collettiva guidata dall’avvocato Ray Wagner.
Il caso verrà presentato al WeFree Day. “Noi non rappresentiamo persone che sono diventate dipendenti da Oxycontin perché in cerca di uno sballo facile ma casalinghe, professionisti, studenti che si sono visti rovinare la vita dopo essere entrati nello studio di un medico”. L’ITALIA…INSEGUE IL “SOGNO” AMERICANO. In Italia la situazione non è ancora a livelli degli Stati Uniti ma ci stiamo arrivando. Secondo dati Espad, i sedicenni italiani sono quarti in Europa per il consumo di tranquillanti e sedativi senza prescrizione medica e quindi per ottenere altri effetti. Sopra tutti, i farmaci per l’iperattività, un anfetamine-mimetico che in assenza della patologia ha effetti eccitanti. I giovani, complice Internet, sanno bene che se prendono un ipnotico o un barbiturico e lo associano all’alcol l’effetto di quest’ultimo viene amplificato. Insomma, siamo di fronte ad una generazione di consumatori consapevoli che, in una società invasa dai farmaci, hanno accesso a questi medicinali a partire dall’armadietto nel bagno dei genitori.
A parlare della situazione italiana vi sarà il Capo del Dipartimento Antidroga Giovanni Serpelloni e ancora più nello specifico, relativamente alla medicalizzazione dell’infanzia e all’utilizzo epidemico di Ritalin per contrastare iperattività e deficit di attenzione, sarà presente Emilia Costa, Professore di Psichiatria alla Sapienza Università di Roma e decano del Comitato Scientifico di “Giù le mani dai bambini Onlus”.
La prospettiva italiana, vedrà il contributo anche di Gilberto Gerra, Direttore Prevenzione e Salute presso l’UNODC Italia, Fabrizio Oleari, Capo Dipartimento Prevenzione e Comunicazione presso il Ministero della Salute e Valentina Aprea, presidente della Commissione Cultura presso la Camera dei Deputati.

L'auto si blocca se si è ubriachi

Mercoledì scorso il governo olandese ha annunciato che su tutte le vetture delle persone a cui in passato è stata ritirata la patente per guida in stato d'ebbrezza sarà installato un minietilometro. Il dispositivo sarà in grado di bloccare l'auto se chi è alla guida ha il tasso alcolico superiore alla norma. La riforma dovrebbe entrare in vigore il primo dicembre, in tempo per le festività natalizie e per Capodanno, periodo in cui si registrano nei Paesi Bassi numerosi casi di incidenti automobilistici provocati dall'alcol.

(Fonte: corriere.it)

Nasce il sito informativo del Ministero della Gioventù

Infoenergydrink.it e' il sito informativo, frutto della collaborazione tra il Ministero della Gioventù e l'Associazione italiana dei produttori di bevande analcoliche (Assobibe), concepito con l'obiettivo di fornire un'informazione completa e attendibile sugli Energy Drink per favorirne il consumo consapevole e responsabile. Ben l'87% degli italiani, secondo un'indagine Swg-Assobibe, si dichiara non sufficientemente informato su questi prodotti. Il sito, attraverso 4 sezioni, accompagna il consumatore nella comprensione delle caratteristiche degli Energy Drink con informazioni accurate sugli ingredienti, sulla sicurezza del prodotto ed anche indicazioni rivolte ad alcune categorie sensibili quali, ad esempio, bambini e donne incinte. Il sito risponde all'esigenza di chiarire che cosa si intende quando si parla di "Energy Drink" nel nostro Paese: bevande analcoliche funzionali, con un effetto stimolante e combinazioni uniche di ingredienti caratterizzanti, quali caffeina, taurina, vitamine e altre sostanze aventi un effetto nutrizionale o fisiologico. Sul sito sono presenti anche le raccomandazioni per le persone sensibili alla caffeina, come donne in stato di gravidanza o bambini ed, in generale, tutte le indicazioni che possono aiutare il consumatore ad operare una scelta responsabile. Per rendere il sito di facile consultazione ed utilizzo e' disponibile anche un quiz, per valutare la propria conoscenza sugli Energy Drink, ed una sezione speciale dedicata ai falsi miti. (Elaborazione da DIRE - Notiziario Minori)

Una ricerca americana: Il fumo passivo fa male anche all'udito

Secondo i risultati di una recente ricerca, gli adolescenti esposti al fumo passivo hanno il doppio delle probabilità di subire la perdita dell'udito. Questo danno si va ad aggiungere alla lista di patologie già note correlate al fumo passivo, tra le quali asma, malattie cardiache e cancro ai polmoni. Gli adolescenti esposti al fumo passivo sarebbero più soggetti a perdite neurosensoriali dell'udito, che solitamente sono causate da problemi alla coclea, l'organo a forma di lumaca presente nell'orecchio interno, in particolare gli scienziati ritengono che il fumo passivo possa colpire il regolare afflusso di sangue alla suddetta zona. Il team guidato dal dottor Michael Weitzman, della New York University's School of Medicine, ha analizzato più di 1.500 adolescenti tra i 12 e i 19 anni, che sono stati sottoposti ad accurati test dell'udito ed esami del sangue per la cotinina, una sostanza prodotta della trasformazione della nicotina da parte del fegato, utilizzata come marcatore per i fumatori o per i fumatori passivi. I risultati dello studio, pubblicato sulla Rivista Archives of Otolaryngology, hanno mostrato che gli adolescenti esposti al fumo passivo, come testimoniato dai livelli di cotinina nel sangue, avevano una maggiore probabilità di avere sordità neurosensoriale rispetto a quelli che non vi erano stati esposti. In aggiunta quattro ragazzi su cinque colpiti dai disturbi non ne erano consapevoli. ( Elaborazione da DIRE - Notiziario Minori)

La prima sigaretta eccita il cervello come la cocaina

Quando si aspira per la prima volta il fumo della sigaretta, la nicotina sveglia all'interno del cervello gli stessi recettori che vengono interessati da una droga pesante come la cocaina. E’ quanto emerge da uno studio condotto dalla University of Chicago e diretto da McGehee sul cervello di roditori e pubblicato sul Journal of Neuroscience. Si tratta delle aree neurali della gratificazione e del piacere, le stesse cioé influenzate dal consumo di droga, ragion per cui già dalla prima sigaretta si aziona un meccanismo afferente alla memoria che rende dipendenti e spinge a continuare a fumare. La regione del cervello che viene coinvolta é l'area tegmentale ventrale (Atv), coinvolta nella dipendenza, e nell'esperimento gli scienziati hanno monitorato l'attività elettrica dei neuroni dopaminergici dell'Atv in pezzetti del cervello sezionati da topolini adulti, per 15 minuti a una concentrazione di nicotina analoga a quella che avrebbe raggiunto il cervello dopo aver fumato una sola sigaretta.
Successivamente, mediante esami di elettrofisiologia gli scienziati hanno scoperto che la plasticità sinaptica indotta dalla nicotina nell'Atv dipende da uno dei target comuni della droga, un recettore per il neurotrasmettitore acetilcolina che si trova nei neuroni dopaminergici. Gli studiosi hanno inoltre riscontrato un altro elemento coinvolto negli effetti sinaptici della nicotina. Si tratta del recettore dopaminergico D5, un componente noto per essere implicato nell'azione della cocaina.
"Sappiamo senza dubbio che vi sono grandi differenze nel modo in cui queste droghe, nicotina e cocaina, agiscono sulle persone", ha detto McGehee, coordinatore della ricerca. "Ma l'idea che la nicotina lavori sugli stessi circuiti della cocaina ci spiega perché così tante persone hanno difficoltà a smette di fumare il tabacco".
(Elaborazione da Well Dire)

Obesità e fumo, legame pericoloso per le adolescenti

L'obesità, che colpisce il 20% delle adolescenti americane, aumenterebbe il rischio di dipendenza dalla sigaretta. Questo é quello che sostiene un recente studio americano in prossima uscita sulla rivista Journal of Adolescent Health, che ha esaminato come i fattori individuali e sociali influiscano sull'associazione tra adolescenti obese e dipendenza dalla nicotina. I ricercatori hanno analizzato i dati relativi ad oltre 4000 giovani studentesse raccolti nel corso di un'indagine durata sei anni. Sono stati presi in considerazione anche fattori di carattere socioeconomico e di influenza sociale, come la presenza di fumatori nel gruppo di amici o nella propria famiglia. Le studentesse obese rappresentano l'11% del campione esaminato; di queste il 17% riferisce una dipendenza da nicotina (lieve, moderata, alta), mentre tra le studentesse normopeso solo il 12% ne riferisce la dipendenza. I risultati dimostrano come le adolescenti obese sono esposte ad un rischio doppio di sviluppare una dipendenza da nicotina in giovane età rispetto alle coetanee normopeso. In particolare, la familiarità al fumo di tabacco risulta un forte fattore predittivo della dipendenza da nicotina, aumentando di oltre quattro volte il rischio di dipendenza da nicotina. Il rendimento scolastico riduce in parte la forza della relazione tra obesità e fumo. Tuttavia, emerge la necessità di pianificare interventi mirati destinati alle adolescenti obese per ridurre il rischio di dipendenza da nicotina, soprattutto in presenza di fattori di rischio come uno scarso rendimento scolastico e in presenza di genitori fumatori.
(Elaborazione da DIRE - Notiziario Minori)

Giornata Onu contro la droga

Si celebra la Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droga, indetta dall'Assemblea generale dell'Onu nel 1987 per ricordare l'obiettivo comune a tutti gli Stati membri di creare una comunità internazionale libera dalla droga.
Circa 200 milioni di persone assumono droghe almeno una volta all'anno. Di questi, 25 milioni sono considerati tossicodipendenti e ogni anno 200mila persone muoiono per malattie correlate all'uso droga.
L'ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine sceglie ogni anno il tema della giornata internazionale, lanciando campagne di sensibilizzazione sul problema della droga nel mondo e quest'anno il tema sarà quello della "Salute". La campagna, si legge sul dito dell'Unicri, l'agenzia dell'Onu per la prevenzione del crimine, si rivolge ai giovani, che spesso parlano degli «effetti da sballo» delle droghe illegali, ma che il più delle volte non sono consapevoli dei molti «effetti negativi».

L'uso di stupefacenti è preoccupante proprio perché rappresenta una minaccia per la salute. Gli effetti negativi variano a seconda del tipo di droga consumata, delle dosi assunte e della frequenza del consumo. Tutte le droghe hanno effetti fisici immediati, ma possono anche gravemente compromettere lo sviluppo psicologico ed emotivo. Condurre una vita sana richiede scelte che devono rispettare il corpo e la mente. E per fare queste scelte i giovani hanno bisogno di ispirarsi a modelli positivi e hanno bisogno di ottenere informazioni corrette riguardanti il consumo di droga. La campagna internazionale offre ai giovani proprio gli strumenti adeguati per informarsi sui rischi per la salute associati al consumo di droghe.

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