istituzioni

Fao istituisce il premio per la sicurezza alimentare

La Conferenza della Fao ha approvato all'unanimità un budget di 1.005,6 milioni di dollari per il programma del biennio 2012-2013, che equivale a un incremento dell'1,4 per cento rispetto al biennio in corso. Ne dà notizia un comunicato dell’Agenzia delle Nazioni Unite, nel sottolineare che il budget copre la completa attuazione del programma di lavoro proposto e del Piano di azione immediato per il rinnovamento della Fao.

Sia l’entità del budget che la sua adozione unanime testimoniano la fiducia dei membri nell’organizzazione, che proprio la settimana scorsa ha eletto il brasiliano José Graziano da Silva come prossimo Direttore Generale a partire da gennaio 2012.

Nel riconoscere la necessità di una protezione finanziaria per i programmi, i membri dell'organizzazione hanno chiesto al nuovo direttore generale da Silva che si incrementino efficienza e razionalizzazione, per economizzare ulteriori 34,5 milioni di dollari in aggiunta a quelli già preventivati. In aggiunta, la Fao spera di ricevere nel corso del prossimo biennio circa 1,4 miliardi in contributi volontari da Paesi membri e associati.

La Conferenza, nell'elogiare "i risultati straordinari" raggiunti dal direttore uscente Diouf nel corso di tre mandati e il suo impegno nel perseguire gli obiettivi della Fao, ha espresso la sua gratitudine per la sua devozione agli ideali dell’organizzazione, annunciando inoltre l'istituzione di un "Premio Jacques Diouf per la Sicurezza Alimentare" come tributo al suo lavoro. I 18 anni in cui Diouf ha guidato la Fao sono stati particolarmente impegnativi a causa delle sfide che il pianeta ha dovuto affrontare, tra cui crisi alimentari, instabilità dei prezzi delle materie e la lotta ai cambiamenti climatici.

Il premio di 25.000 dollari sarà assegnato ogni due anni a singoli individui o istituzioni segnalatisi per avere dato il contributo più significativo al miglioramento della sicurezza
alimentare nel biennio precedente.

Fonti:Ansa, Fao.org

L’Ambasciata d’Italia nel Principato di Monaco ha celebrato la Festa della Repubblica Italiana

Il 2 giugno 2011, in occasione del 65° Anniversario della Repubblica, l’Ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco, Antonio Morabito, ha offerto un ricevimento per celebrare la Festa Nazionale nel contesto dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
All’evento che si è svolto presso la magnifica cornice di giardini e terrazze dell’Hotel Monte-Carlo Bay hanno partecipato il sottosegretario di Stato ai Rapporti con il Parlamento Laura Ravetto, autorità del governo monegasco e personalità italiane.
Monaco é un Paese che ha con l’Italia forti affinità, a livello umano e culturale; che condivide valori e storia che ci legano e ci appassionano come l’arte, la musica, lo stile di vita, la lingua italiana che è parlata ed amata. Inoltre circa 8.500 monegaschi sono di origine italiana e la comunità italiana residente nel Principato è attiva nei vari settori economici, culturali e sociali del Paese, nel sistema bancario, nella ristorazione e nelle strutture alberghiere, nei settori immobiliare e della costruzione, della navigazione e del trading internazionale. Sportivi, musicisti, art director, fotografi di moda e imprenditori eccellenti e di successo, molti i settori di prestigio in cui gli italiani si distinguono nel Principato, anche con progetti per logistica, equipaggiamenti e assistenza a livello mondiale.
L’inno di Mameli è stato cantato dal Tenore Enzo Crucitti del Coro dell’Opera di Montecarlo e quello monegasco dal Maestro Massimo La Guardia, cui ha avuto seguito l’interpretazione di “Viva l’Italia” del Carducci da parte del poeta Daniel Cundari.
È stata presentata la collezione “Arte e Moda italiana nel mondo”, ideata da Antonella Ferrari; “abiti-scultura” realizzati da stilisti dell’alta moda italiana, che riflettono i valori, le tradizioni e la storia di numerosi Paesi del mondo.
La stilista Raffaella Curiel ha proposto la sua creazione “tricolore”, realizzata per i 150 anni dell’Unità, già apprezzata dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a New York lo scorso marzo, come immagine simbolo dell’Italia.
Il trio composto da Silvia Cecchetti, Sandro Cerino e Romano Pucci, ha eseguito musiche e canzoni italiane.
Le Regioni italiane: Valle d’Aosta, Piemonte, Basilicata, Puglia e Toscana sono state presenti con i loro prodotti tipici; prodotti In-Alpi di Ambrogio Invernizzi, pregiati vini piemontesi provenienti dalle terre di Langhe-Roero e Monferrato, presentati dall’Associazione per il patrimonio dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte di Langhe-Roero e Monferrato e candidati per il riconoscimento a “Patrimonio dell’Umanità” UNESCO 2011, con il Presidente Roberto Cerrato; una speciale selezione di cioccolatini Amedei, dedicati all’Unità d’Italia.

Molti bambini abbandonati non vengono dati in adozione nonostante il grande numero di richieste: il business sottostante

In Italia ci sono oltre 20 mila giovani - tra neonati, bambini e ragazzi - ospitati da strutture di accoglienza. Sono istituti riservati a chi è stato allontanato dai genitori naturali o non li ha proprio mai conosciuti. Solo uno su cinque di questi ospiti viene assegnato (con adozione o affido) dai tribunali alle famiglie che ne fanno richiesta (più di 10mila). È una media bassissima, tra le più scarse d'Europa. Il motore che alimenta questa "stranezza" italiana è una nebulosa dove le cause nobili lasciano il posto al business e agli interessi di bottega. Ogni ospite che risiede in una casa-famiglia
costa dai 70 ai 120 euro al giorno. La retta agli istituti (sia religiosi sia laici) viene pagata dai Comuni. Soldi pubblici, dunque. Erogati fino a quando il bambino resta "in casa". Un giro d'affari che si aggira intorno a 1 miliardo di euro l'anno. Tanto ricevono le oltre 1800 case famiglia italiane per mantenere le loro "quote" di minori. Ma un bambino assegnato a una coppia è una retta in meno che entra nelle casse della comunità. E così, purtroppo, si cerca di tenercelo il più a lungo possibile. La media è 3 anni. Un'eternità. Soprattutto se questo tempo sottratto alla vita familiare si colloca nei primi anni di vita. Quelli della formazione, i più importanti per il bambino.

(Fonte: repubblica.it)

Angelo Vassallo, sindaco assassinato dalla camorra: a due mesi dalla morte non se ne parla più

Il 5 settembre 2010 veniva ucciso Angelo Vassallo, sindaco di Pollica. Nei giorni successivi tutti ne parlarono, la Regione Campania e non solo si mobilitò, tutte le istituzioni parteciparono ai funerali, i media nazionali ne parlarono, dando visibilità, ancora una volta, agli agli orrori del Sud. A due mesi da questo omicidio nessuno ne parla più. Come mai? Perchè la telenovela di Sarah Scazzi è più seguita? Sono i media che non ce ne parlano o le indagini che vanno a rilento?
Credo che la prima opzione sia più valida, almeno lo voglio sperare. Del resto tutti gli omicidi di camorra (o presunti tali) non sono seguiti come quelli maturati in ambienti più "familiari". Possibile che si temino delle ritorsioni? Ai giornalisti fa paura l'inchiesta di mafia? Probabilmente non è neanche questo, poichè l'opinione pubblica segue le notizie e non il contrario. Se non se ne parla più è perchè non interessa più. Sembra quasi che la gente si sia rassegnata a certe notizie e non cerchi più neanche spiegazioni. Il delitto in famiglia, invece, impressiona perchè il pericolo è accanto a noi, arriva da chi non immagini e quando meno te lo aspetti, minando la fiducia e seminando il sospetto nelle nostre case.

Condividi contenuti