sicurezza

Un terzo delle aziende non dispone di una politica che coniughi sicurezza e utilizzo dei social network

Le Pmi sono impreparate per quanto riguarda le minacce alla sicurezza. Secondo un sondaggio di Gfi Software, il 40% delle piccole e medie imprese italiane ha subito una violazione di sicurezza riconducibile alla navigazione dei dipendenti in un sito che ospitava malware. Ma il problema più grande è la percezione delle aziende sulle possibili minacce in rete: il 55% delle pmi che utilizza una soluzione di monitoraggio del web indica che la difesa dai siti web infettati non costituisce la loro priorità principale; mentre il 27,5% (circa una su tre) non ha in vigore una politica che disciplini l'uso di siti di social network come Facebook e Twitter da parte dei dipendenti. Non solo: il 42,5% degli intervistati non dispone di una soluzione che misuri la sicurezza di un dato sito web sulla base di una classificazione della sua reputazione, ma il 27% afferma che si tratta di una funzionalità che potrebbe interessarli.
"I risultati dell'indagine indicano una mancanza di consapevolezza relativamente alle funzionalità complete di un software di monitoraggio del web e come tali soluzioni stiano diventando elementi critici di pratiche efficaci di sicurezza della rete per le pmi", ha commentato Phil Bousfield, direttore generale della Infrastructure Business Unit di GFI Software. "Proteggere la rete da siti web e download pericolosi dovrebbe avere la massima priorità per i responsabili IT, oltre alla produttività dei dipendenti e alla gestione della larghezza di banda. Le soluzioni di monitoraggio del web che forniscono, agli amministratori informatici, un ulteriore livello di difesa della rete dalle minacce on-line e, ai dipendenti, gli strumenti necessari per prendere decisioni migliori e più sicure mentre sono on-line, aiutano le PMI a bilanciare i vantaggi dell'accesso a internet con i rischi creati da quest'ultimo".

(Fonte: lineaedp.it)

Sicurezza alimentare a tavola: inganni a tavola costano 150 euro a famiglia

Supera i 150 euro l'anno per ogni famiglia italiana il danno provocato dalle frodi e dalle sofisticazioni alimentari. Un vero e proprio inganno a tavola che genera un business illegale di oltre 2 miliardi di euro, pagato non soltanto dai consumatori ma anche dagli agricoltori". Si tratta infatti di alimenti "pericolosi" che "valgono poco meno del 5% della produzione agricola nazionale".
Lo sottolinea la Cia- Confederazione italiana agricoltori commentando l'VIII Rapporto sulla sicurezza alimentare 'Italia a tavola 2011' di Legambiente e Movimento difesa del cittadino.
Insomma, "e' troppa la merce che entra 'clandestinamente' e attraverso strane 'triangolazioni' ", rileva la Cia, ma la cosa più grave è che cosi' "sui banchi di vendita arrivano prodotti alimentari di scadente qualità e soprattutto non sicuri sotto l'aspetto della salubrità". Ci troviamo a fronteggiare, avverte l'associazione agricola, "una vera invasione di prodotti che, poi, grazie all'incessante opera delle forze dell'ordine, in tantissimi casi vengono sequestrati. Però molti finiscono sulle nostre tavole, anche a causa della crisi che spinge i consumatori ad acquistare prodotti a basso costo e di dubbia provenienza".
Il fenomeno della truffa a tavola, d'altra parte, "è molto sentito dai nostri connazionali- sottolinea la Cia- basti rilevare che nove italiani su dieci vogliono un'etichetta chiara dove risulti l'indicazione d'origine".

Fonte: direnews.it

Protesta della polizia: pochi e troppo anziani non possono garantire la sicurezza

La denuncia è forte: "Non siamo più in grado di tutelare la sicurezza".
L'età media della Polizia di Stato è oggi di 42 anni, e il motivo è che per la Polizia di Stato l'ultimo concorso pubblico risale al 1997, quindi da 14 anni non esiste modalità di arruolamento direttamente dalla vita civile. Inoltre, la continua emorragia di giovani in organico dipende anche dal fatto che fino al 2005, anno di abolizione dle servizio di leva, si poteva chiedere di prestare il servizio militare in polizia o nei carabinieri il che garantiva energie giovani, molte delle quali chiedevano di passare in servizio effettivo permanente. Oggi invece, si entra in polizia solo attraverso concorsi riservati agli appartenenti alle forze armate. In pratica prima ci si arruola nell'esercito e solo dopo un certo numero di anni si può fare domanda per passare nella polizia o nei carabinieri.

Ma il sindacato lamenta anche altro: il livello culturale ovviamente si è abbassato. Mentre con i concorsi entravano nei ruoli di base anche molti agenti diplomati e spesso anche laureati con la speranza di scalare dal basso i gradi della carriera, oggi è molto raro che un laureato entri prima nell'esercito per poi passare nella polizia. Stesso discorso per l'arruolamento delle donne che con queste modalità è azzerato.
Si stima che nelle file di agenti e dirigenti manchinio qualcosa come 10.000 persone.

Fonte: repubblica.it

Riparte nel Lazio l’operazione: "guido con prudenza".

Riparte nel Lazio l’operazione: "guido con prudenza".
Nel 2009 hanno perso la vita in strada 1000 ragazzi. 'Se bevo non guido, se guido non bevo'. Riparte con questo motto 'Guido con prudenza', la manifestazione nata nel 2004 con lo scopo di diffondere e promuovere in Italia la figura del 'Bob', il guidatore designato, ovvero colui che, nelle serate in discoteca con gli amici si impegna a non bere per riportare a casa gli amici in totale sicurezza. Organizzata dalla fondazione Ania per la sicurezza stradale, in collaborazione con la Polizia stradale e con l'Associazione italiana imprese di intrattenimento e di spettacolo Silb-Fipe, l'ottava edizione di 'Guido con prudenza' ha preso il via e terminera' tra un mese coinvolgendo i locali notturni di quattro zone d'Italia: riviera romagnola, Versilia, litorale romano e litorale campano a sud di Napoli. Lo scopo della manifestazione é quello di contrastare le cosiddette 'stragi del sabato sera'. Gli incidenti stradali, infatti, sono la prima causa di morte tra i giovani. Nel 2009, su 4.237 morti per incidente stradale, 950 avevano un'età compresa tra 18 e 29 anni, e il 42,9% di queste giovani vittime - 408 ragazzi - ha perso la vita di notte, tra le 22 e le 6 del mattino. (Elaborazione da DIRE - Notiziario Minori)

Dieci rimedi naturali contro le scottature solari

1. Bagni allevianti

Per dare sollievo alla pelle che pizzica a causa di un’esposizione al sole troppo prolungata, provate uno dei tre bagni allevianti che vi proponiamo. All’acqua tiepida della vasca potrete aggiungere:

- un bicchiere di aceto di mele;
- mezzo bicchiere di bicarbonato di sodio ed una manciata di sale grosso;
- un bicchiere di farina d’avena, dalle proprietà emollienti; potete versare la farina direttamente nell’acqua o riporla in un sacchetto d’organza, da lasciare nella vasca mentre sarete immersi.

2. Impacchi rinfrescanti

Se la pelle scotta, per calmare la sensazione di bruciore non c’è niente di meglio di realizzare un impacco del tutto naturale da applicare sulle zone interessate. Ve ne proponiamo sette.

- Impacco all’aloe vera:
Applicate sulla pelle del gel d’aloe vera come se si trattasse di un doposole. Per un effetto ancora più rinfrescante, riponetelo in frigorifero prima dell’utilizzo.

- Impacco all’olio di cocco
Con l’aiuto di un batuffolo di cotone applicate sulle zone interessate dell’olio di cocco che avrete acquistato in erboristeria o in un negozio di alimentari etnici. Fate attenzione che l’olio che sceglierete sia completamente naturale e privo di profumazioni di sintesi.

- Impacco al tè verde
Applicate direttamente sulla pelle delle bustine di tè verde che avrete messo in infusione e poi lasciato raffreddare. Una volta raffreddatosi, potete aggiungere il tè ottenuto all’acqua della vasca per un bagno rinfrescante o applicarlo sulla pelle tramite delle spugnature utilizzando un panno o un piccolo asciugamano.

- Impacco allo yogurt
Per il vostro impacco potete scegliere di utilizzare dello yogurt bianco naturale, ancora meglio se biologico o realizzato da voi. Lo yogurt avrà un effetto emolliente, idratante e rinfrescante sulla vostra pelle.

- Impacco al cetriolo
Il cetriolo presenta proprietà lenitive straordinarie. Per ottenerne il succo, frullatene la polpa e filtratela attraverso un colino molto fitto. Raccogliete il liquido ottenuto in un bicchiere ed applicatelo sulla pelle con l’aiuto di alcuni batuffoli di cotone. Si tratta di un impacco adatto sia per il viso che per il corpo.

- Impacco al melone
Seguendo lo stesso procedimento indicato per l’impacco al cetriolo, potete ottenere del succo dalla polpa di melone per realizzare un impacco dalle proprietà rinfrescanti e allevianti.

- Impacco alla lattuga
Fate bollire nell’acqua alcune foglie di lattuga per qualche minuto. Scolatele raccogliendo l’acqua in una ciotola e lasciate riposare il liquido così ottenuto finché non si sarà raffreddato. Utilizzatelo per realizzare delle compresse da applicare sulle scottature con l’aiuto di ovatta o teli in cotone.

Fonte: greenme.it

Bandito dall'Europa, l'Eternit infesta mezzo Sudamerica

La commercializzazione dell’Eternit in Italia è cessata tra il 1992 e il 1994, dopo che nella città di Casale Monferrato e nell’intera provincia di Alessandria sono morte più di 1.600 persone per esposizione ad amianto e ancora continuano a morire, nonostante la chiusura della fabbrica e le bonifiche. Fa notare che in 52 paesi del mondo l’Eternit e l’amianto sono fuori legge e che dal 1986 l’organizzazione Mondiale della Sanità ha sancito che l’esposizione a qualunque tipo di fibrdell’Eternit non ha mai smesso di uccidere. Messa al bando in Europa, la lobby dell’Eternit è sbarcata in Centro e in Sud America e con la complicità delle dittature vive una nuova età dell’oro. Solo tre paesi in Sud America hanno leggi che tutelano la popolazione contro i rischi dell’Eternit e dell’amianto - Cile, Argentina, Brasile, ma purtroppo anche quando le leggi ci sono esse vengono tranquillamente bypassate, ignorate, irrise.

(Fonte: la stampa.it)

Il gruppo "Anonymus" diffonde le email dei militari Usa nel giorno dell'udienza d'appello di Julian Assange

Il gruppo di pirati informatici riuniti sotto la sigla Anonymous è entrato in possesso e ha divulgato le credenziali d'accesso alle caselle email di otre 90mila militari statunitensi. Il colpo del collettivo è coinciso con l'udienza d'appello a Londra del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, contro l'estradizione in Svezia dove è sotto processo per stupro. Per l'occasione gli 'anonimi' sostenitori dell'hacker australiano avevano promesso di pubblicare informazioni “esplosive”. Password e dati sono stati rubati dai server della Booz Allen Hamilton, colosso dei servizi web che ha tra i propri clienti diverse istituzioni statunitensi.

L'attacco è parte della campagna contro la sicurezza informatica lanciata dal gruppo con le intrusioni nei siti di Visa, Mastercard e Amazon. Su pressione di Washington, le tre aziende bloccarono i finanziamenti al portale di Assange, dopo la pubblicazione di oltre 250mila documenti riservati della diplomazia statunitense.
Negli ultimi mesi presunti aderenti al gruppo sono stati arrestati in Italia, Spagna e Turchia.

Fonte: NTNN.info

Navigare in rete senza essere spiati

Per navigare in rete senza essere spiati occorre prendere un minimo di precauzioni. Prima di tutto, aggiornare aggiornare sempre i software..In questo momento, è consigliata l'ultima versione di Chrome o di Firefox.
Per far fare un passo in avanti alla nostra privacy, è possibile navigare attraverso un server proxy che rende "anonima" la nostra presenza. Per farlo, ci si collega a un particolare sito web nel quale immettere poi l'indirizzo del sito di destinazione. La connessione, passando attraverso il sito "intermedio" (in inglese, proxy) diventa anonima perché non consente più di capire quale sia il punto di origine. Fra i possibili anonymizer, The Cloak, Megaproxy, Proxify e ID Zap.
Attenzione perché i siti che rendono la navigazione anonima seguono una serie di regole: niente download di materiale non legittimo e nessuna connessione a siti che contengono immagini pornografiche. Inoltre, sono molto lenti (perché sostanzialmente devono ridistribuire la banda tra tutti gli utenti collegati) e quindi non permettono di usare servizi come il video on demand.
Inoltre è bene fare pulizia dentro al proprio PC. Per questo, si può fare una ricognizione per vedere i cookies (brevi file di testo lasciati dai siti che visitiamo sul nostro PC come segnalibri per ricordarsi che li abbiamo già visitati). Potrebbero a volte celare insidie. Un ottimo sito per cancellarli è Networkadvertising. Sennò ci sono altri servizi per cancellarli, come CacheCleaner.

(Fonte: ilsole24ore)

Il sistema che evita incidenti in automobile

Un sistema di rilevamento automatico di sinistri, messo a punto dai ricercatori dell'Unversità di Bologna: potrebbe ridurre del 40% i tamponamenti a catena. Grazie a questa applicazione la guida ad alta velocità potrà essere rivoluzionata.

L'applicazione informa il conducente nella metà del tempo dei sistemi finora sviluppati, e si accorge anche di quello che avviene a chilometri di distanza dal muso dell'autovettura. E' quello che le simulazioni al computer hanno potuto verificare, e che sarà presto testato su strada, nella trafficatissima Los Angeles. Qui, insieme agli ingegneri della Toyota, lavorano infatti altri scienziati italiani che si occupano dell'hardware del sistema.

(Fonte: repubblica.it)

Le strade più pericolose d’Europa: la mappatura dell’Atlante Europeo della Sicurezza Stradale

L’Atlante Europeo della Sicurezza Stradale è un progetto realizzato dall’ACI nato con l’intento di alimentare l’EuroRap, programma europeo per la sicurezza delle infrastrutture. Tramite questa mappatura è possibile conoscere le strade più pericolose d’Europa. L’EuroRAP è un’associazione internazionale no-profit, con sede a Bruxelles, nata dalla collaborazione tra associazioni di automobilisti e Istituzioni europee per lavorare insieme al miglioramento degli standard di sicurezza delle strade d’Europa. E’ un progetto che analizza la sicurezza delle strade e realizza cartine stradali che mostrano i rischi relativi agli incidenti che causano morte o danni fisici permanenti evidenziando i miglioramenti che possono essere apportati alle strade, per ridurre il rischio e la gravità degli incidenti.
Secondo l’Atlante Europeo della Sicurezza Stradale, parte del progetto EuroRAP, sul 42% delle strade europee si rischia troppo, soprattutto in Grecia, Polonia e Bosnia Erzegovina.
Lo studio evidenzia come le autostrade siano i percorsi più sicuri, con il 99% dei tratti giudicati a basso rischio. La classificazione delle strade è calcolata per la prima volta sulla base dei dati sui flussi di traffico disponibili su 240.000 km di strade e sul numero degli incidenti.
Le strade più pericolose sono quindi in Grecia, Polonia e Bosnia Erzegovina e lo studio evidenzia inoltre come due incidenti su tre avvengano su strade a singola carreggiata, quattro volte più pericolose delle autostrade.
Secondo il presidente dell’Aci Enrico Gelpi, gli incidenti mortali si concentrano sul 10% della rete stradale europea, ed è proprio su questi tratti che si devono convogliare gli sforzi delle istituzioni per l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle infrastrutture.
Sul sito aci.it si possono visualizzare le 111 tratte autostradali analizzate, con le classi di rischio, mentre su atlas.eurorap.org si può scaricare l’Atlante Europeo della Sicurezza stradale in lingua inglese.

Fonte: www.dailyradio.iveco.com

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