L’inceneritore di Melfi: falde avvelenate e dati nascosti

Notizia - autore: albatros - pubblicazione del: 16-10-2011

L'inceneritore della Fenice, del gruppo francese Edf a Melfi brucia il 50% dei rifiuti industriali pericolosi provenienti da tutta Italia e le indagini dell'agenzia di protezione ambientale hanno rilevato nei pozzi dell'impianto livelli di metalli pesanti spesso superiori ai livelli di norma. E a meno di sei km, gli abitanti del piccolo comune di Lavello sono in rivolta.
L'impianto della Fenice (gruppo Edf) funziona da un decennio nel cuore della Basilicata dove brucia rifiuti industriali. Solo adesso, dopo reiterate richieste degli abitanti, la Regione ha rivelato i risultati dei monitoraggi eseguiti fino al 2007: forte presenza di metalli pesanti cancerogeni. Il dottor Ferdinando Laghi spiega che, in base ai dati i materiali che hanno inquinato per anni le falde acquifere della zona sono tra i peggiori per le neoplasie che provocano. Andrebbe fatta una ricerca epidemiologica nell'area. "Bonifica? Sì, ma intanto l'impianto andrebbe chiuso". L'Arpab (agenzia regionale per l'ambiente) è accusata di aver gestito la vicenda con molta approssimazione. Il nuovo direttore Raffaele Vita (che ha deciso di pubblicare i numeri "nascosti") rivela: "Livelli di nichel e il manganese ancora sopra il limite, abbiamo chiesto in via informale di sospendere la produzione".

(Fonte: repubblica.it)