Previsioni metereologiche sempre più esatte

Notizia - autore: guia - pubblicazione del: 04-11-2011

I metereologi non sanno ancora rispondere alla domanda: domani piove? Ma hanno strumenti sempre più precisi. Martin Young, capo dell’Ufficio Meteorologico Exeter di Londra, che lavora al Met da 32 anni, afferma che malgrado la prodigiosa capacità di elaborazione e di osservazione del sistema meteorologico mondiale, le previsioni del tempo dipendono ancora dall’esperienza umana. Una delle novità più importanti degli ultimi anni è la tecnica dell’Ensemble (dato che l’atmosfera in termini scientifici è un sistema caotico ed un piccolo errore nel determinare lo stato iniziale, può produrre grossi errori nelle previsioni a qualche giorno di distanza), con cui si fa girare il modello sul computer varie volte a partire da condizioni iniziali leggermente diverse; e questo consente ai metereologi di farsi un’idea più precisa sulle probabilità che un determinato evento si verifichi. Un secondo passo avanti è stato aver calcolato le conseguenze per l’emisfero settentrionale della nota oscillazione che si verifica nella zona tropicale dell’oceano pacifico tra un fenomeno climatico caldo come El Nigno ed uno freddo come la Nigna. Il cui impatto sull’emisfero meridionale ha provocato le alluvioni in Australia all’inizio di quest’anno. Mentre le ultime ricerche hanno dimostrato che il Nino tende a produrre alta pressione sulle regioni polari dell’atlantico e bassa pressione più a sud, provocando inverni più freddi nell’Europa settentrionale. La terza novità è che gli scienziati del Met cominciano a capire l’effetto che esercita sul clima il ciclo solare di 11 anni. Quando le macchie solari sono al minimo, l’effetto è simile a quello del Nigno: aumentano i venti da est ed in Gran Bretagna gli inverni sono freddi. Si pensa che il ciclo solare sia responsabile al 50% della variabilità da un anno all’altro. E dato che in futuro i fisici prevedono una riduzione dell’intensità del ciclo solare e forse la sua completa scomparsa per qualche decina di anni, come avvenne tra il 1645 ed il 1715 durante il cosiddetto minimo di Maunder, questo potrebbe essere un annuncio di inverni gelidi, nonostante il riscaldamento globale. (Elaborazione da Internazionale di C.Cookson - Financial Time - GB