Ricerche su insonnia: i problemi che comporta, le cause e i benefici

Notizia - autore: stg - pubblicazione del: 24-10-2010

Da una ricerca commissionata ad Astraricerche da Philips e realizzata sulla base di un migliaio di interviste a un campione di adulti rappresentativi di oltre 41 milioni di connazionali si evince che un italiano su tre pensa di dormire troppo poco. Il 60 per cento circa di questi insonni cronici risente delle conseguenze delle sue notti agitate sul proprio benessere psicofisico, sulle prestazioni professionali, nei rapporti interpersonali. Quel che conta è sentirsi riposati durante il giorno. In media questo risultato si ottiene con 7-8 ore di sonno, ma per qualcuno sei ore sono più che sufficienti, mentre ad altri non ne bastano nove. Una differenza che probabilmente è su base genetica. Non esiste quindi una regola per tutti.

Dormire a sufficienza sembra essere diventata un lusso in tutte le società avanzate, come confermano dati analoghi provenienti dai Centers for Disease Control statunitensi. Mettendo insieme lo stress, gli orari sregolati, la quantità di cose da fare e sommandoli alle preoccupazioni e ai fattori provenienti dall’esterno, come luci e rumori, si spiega la maggior parte dei casi di insonnia in Italia. Infatti, se si considera tutta la popolazione mondiale, solo il 9-16 per cento ha difficoltà a dormire una quota che ha probabilmente basi biologiche e genetiche. Tutti gli altri sono vittime di un modo di vivere innaturale tipico dei paesi industrializzati.
E’ anche vero che in occidente ci sono più anziani, su cui pesano più acciacchi. In oltre la metà dei casi, secondo la ricerca italiana, a ostacolare il sonno sono problemi di salute: per esempio dolori alle ossa o alle articolazioni, oppure malattie di cuore che disturbano il respiro, o un reflusso gastrico che provoca acidità quando ci si sdraia.

Il rapporto tra un cattivo sonno e una cattiva salute è un circolo vizioso: se è vero che spesso si fa fatica a dormire perché non si sta bene, la scarsità del sonno a sua volta ha una serie di conseguenze deleterie per la salute. E’ stato dimostrato un legame tra un aumentato rischio di malattie di cuore, di ictus o di diabete e certi disturbi del sonno, come le apnee notturne. In persone predisposte basta la deprivazione cronica di sonno, senza disturbi specifici, per favorire lo sviluppo di queste stesse e altre patologie. Per non parlare degli effetti sulla psiche, in particolare sull’umore. Tra insonnia e depressione per esempio è sempre difficile capire se l’una è conseguenza dell’altra o viceversa.

Uno studio pubblicato su Sleep Medicine condotto in Italia su 3500 pazienti che si rivolgevano al loro medico per ragioni diverse dimostra che quelli che soffrivano di insonnia riportavano, in un test che misura la qualità di vita, punteggi inferiori a quelli della media italiana; gli altri, pur avendo vari problemi di salute, al contrario li avevano superiori». Come dire che per vivere bene quel che conta è soprattutto dormire bene.

(Fonte: ricavato da corriere.it di Roberta Villa)