Scienziati ricavano neuroni da cellule del fegato

Notizia - autore: stg - pubblicazione del: 01-11-2011

Un gruppo di ricercatori dell'università di Stanford 1, che hanno pubblicato il loro studio su Cell Stem Cell sono riusciti a trasformare cellule del fegato in neuroni perfettamente funzionali, praticamente indistinguibili dagli altri. Il passaggio diretto fra due tipi di cellule così distanti fra loro, saltando a piè pari lo stadio intermedio di cellule pluripotenti indotte è riuscito.

Un nuovo successo per la tecnologia della riprogrammazione cellulare che ha preso il via dagli esperimenti di Yamanaka nel 2006 con la generazione di staminali riprogrammate (iPS), che, tornando bambine, acquisiscono nuovamente la pluripotenza. Con la differenza che in questi ultimi sviluppi non si generano staminali, ma si converte direttamente un tipo di cellula in un altro, evitando al tempo stesso il rischio di cancro.

Proseguendo la strada già battuta dallo stesso gruppo di ricerca (che fa capo a Marius Wernig) sui fibroblasti, Samuele Marro, primo autore dello studio, e i suoi colleghi hanno usato un 'cocktail' di sole tre proteine - Ascl1, Brn2 e Myt1l - che, veicolate negli epatociti di topo tramite vettori virali sono entrate nel nucleo, hanno legato il Dna e attivato l'espressione dei geni neuronali, "spegnendo" quelli epatici.

Lo stesso gruppo aveva già ottenuto la trasformazione di cellule della pelle in neuroni indotti, prima nel topo, poi in vitro su cellule umane, grazie all'azione di un piccolo gruppo di proteine che in poche settimane erano riuscite ad operare la trasformazione, aprendo così la strada alla creazione di cellule specifiche per lo studio di malattie degenerative, così difficili da comprendere proprio per la mancanza di materiale di prima mano da analizzare.

"E' la prima volta in assoluto che si dimostra che si possono generare neuroni, ovvero cellule che originano dall'ectoderma embrionale, partendo da qualcosa di molto lontano come le cellule del fegato che originano invece dall'endoderma embrionale", spiega ancora il ricercatore.
Dal punto di vista pratico, si schiude così la possibilità di generare cellule preziose, come i neuroni, da fonti di reperibilità relativamente facile. Saltare lo stadio intermedio di staminali pluripotenti indotte è un'ulteriore evoluzione: "Con la riprogrammazione diretta si evita completamente il problema legato a questo passaggio, eliminando così la possibilità che si generi un tumore o il rischio di alterazioni cromosomiche", conclude Broccoli.

(Fonte: repubblica.it)